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Eventi | 03 giugno 2021, 09:00

Giugno in Sala Scicluna: il 10 lo scrittore Alberto Giovannini Luca con "Dieci e venticinque"

Il 18 e 25 musica classica con la violinista Yulia Verbitskaya e il M° Enrico Groppo. Ingresso gratuito con offerta

Alberto Giovannini Luca

Alberto Giovannini Luca presenta "Dieci e venticinque" (Neos Edizioni)

Dopo la riapertura di fine maggio e le prime tre serate da tutto esaurito, con la musica celtica del duo Il Bardo e la Volpe e il teatro di Dacia Maraini, prosegue la programmazione culturale di Sala Scicluna, in Barriera di Milano (via Renato Martorelli 78).

Uno spazio polivalente, votato alla libera fioritura delle arti in un quartiere periferico e multiculturale, dove l’incontro tra i diversi linguaggi espressivi genera valore umano arricchendo gli animi più sensibili. Tutti gli eventi sono a ingresso libero, con offerta. 

All’interno del cartellone estivo, che prosegue fino al termine di luglio, il prossimo appuntamento sarà giovedì 10 giugno, ore 18.30, con la presentazione del libro di Alberto Giovannini Luca Dieci e venticinque (Neos Edizioni). È la storia di Fausto,  classe ’58, nato e cresciuto tra le dolci colline della Val Trebbia. Una vita, la sua, come quella di tanti giovani di provincia: gli amici, la ragazza, la musica degli anni a cavallo fra i Settanta e gli Ottanta, la “leva”, le macchine, i genitori. Gli scherzi, le vacanze sulla riviera adriatica, la partita di calcio fra campanili, il primo impiego. Ma Fausto scrive poesie, ama il rock e non il liscio, Mariolina detta Lina, la pensione La Luna di Cattolica, i tortellini della mamma. Sullo sfondo, articoli e notiziari ci fanno rivivere quegli anni, Gagarin e Marilyn Monroe, Coppi-Bartali e i Beatles, l'uomo sulla Luna e l'austerity, Alfredino Rampi e Guerre stellari. Fino alle 10.25 di quel tragico 2 agosto 1980, alla stazione di Bologna.

Alberto Giovannini Luca è nato nel 1958 a Torino, dove vive e lavora. Nonostante la formazione scientifica, sin dagli anni del liceo ha maturato la passione per la poesia e per il teatro. È iscritto alla SIAE come paroliere e sono numerosi i suoi testi di canzoni e ballate. Ha scritto parecchi testi teatrali, portati in scena da diverse compagnie o interpretati in prima persona, fra i quali “Passaggio a Nord-Ovest”, 1995 e “E per compagna... la Luna”, 2011. Ha pubblicato le raccolte di versi, la sua prima raccolta di poesie “Fili d’erba – Tra la Parnassia, le rotaie del dieci e... un briciolo di salsedine” Editrice Libreria dell’Orco, 1998; “Stanotte alla mezza... circa”, Lazzaretti Editore, 2003 e “Nel tempo di un rosso”, Lazzaretti Editore, 2006. Per Neos edizioni ha pubblicato nel 2016 la raccolta di versi “Cinquantotto”.

Si prosegue venerdì 18 giugno, ore 20.45, con la musica classica: la giovane violinista siberiana Yulia Verbitskaya, assistente del M° Enrico Groppo al Conservatorio “G. Verdi" di Torino e insegnante presso la Scuola popolare di Musica di San Salvario, presenta il saggio di fine corsi dei suoi allievi, che eseguiranno Lo schiaccianoci

Domenica 25, ore 20.45, Verbitskaya e il M° Groppo saranno invece protagonisti di un intenso duetto con un repertorio studiato ad hoc per violino e viola. 

Enrico Groppo si è diplomato al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano alla fine degli anni ’70, per poi perfezionarsi a Roma presso l’Accademia di S.Cecilia (1979-82) con Pina Carmirelli e Arrigo Pelliccia per il violino e Riccardo Brengola per la musica da camera, quindi al Mozarteum di Salisburgo con Sàndor Végh. Dal 1998 è membro dell’Accademia Filarmonica di Bologna. E’ stato membro della “Camerata Academica” del Mozarteum di Salisburgo (1982-83), de “I Solisti Veneti” (1983-84), dell’Orchestra del Teatro alla Scala (1979 e 1984-85), dell’Orchestra da Camera di Mantova (1986-88), della Streicherakademie di Bolzano (1995-2004). Ha quindi maturato un’intensa esperienza nel campo della musica barocca e classica con strumenti originali in Italia, Austria, Francia e Germania e con il proprio gruppo, Il Cenacolo della Chimera, attivo dal 1999, specializzandosi nell’esecuzione di musiche del ‘600 italiano. Insegnante nei conservatori italiani dal 1985, dal 2012 a Torino.

Inaugurata nel 2019 da Katia Capato, direttrice artistica di Nuove Cosmogonie Teatro, Sala Scicluna nasce come atto d’amore e promessa mantenuta nei confronti di Joseph (alias Pino) Scicluna, attore, drammaturgo e regista maltese, suo compagno di vita, venuto a mancare due anni prima a seguito di una grave malattia. Ex carrozzeria, situata in un interno cortile, si presenta oggi come un’oasi riparata dal caos urbano, nuovamente fruibile - malgrado il numero contingentato di spettatori, ridotto di oltre la metà - a tutti coloro che ricercano quiete e bellezza nella musica, nel teatro, nelle mostre figurative o negli incontri a tema librario. 

Con grande emozione, e anche molta tenacia, facciamo ripartire questo luogo a noi caro - dice Capato -, aperto ad artisti, scrittori, pittori, fotografi, musicisti, danzatori, professionisti e non, giovani e meno giovani, curiosi, associazioni culturali e di volontariato, confidando si instauri o si rinnovi, con i suoi visitatori, un’affinità duratura e prolifica di creatività e buon umore. Ci teniamo a sottolineare il senso dell’iniziativa autosostenuta: abbiamo confidato solo nelle nostre forze e nella sinergia che si è creata tra tutti coloro che credono nel potenziale di Sala Scicluna”. 

Gli spettacoli sono a ingresso libero, con offerta consapevole. È richiesta la prenotazione mandando un messaggio WhatsApp al numero 347 4002314. L’ingresso è contingentato a un numero massimo di 30 spettatori in ottemperanza alle norme anti-Covid.

Redazione

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