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Politica | 07 giugno 2021, 15:15

Primarie, Lavolta: “Pochi gazebo in città, il Pd torni a essere forza popolare” [VIDEO]

"Oltre i Verdi, anche Articolo 1 mi sostiene: c'è una parte della coalizione che condivide un progetto progressista, femminista e ambientalista per il futuro di Torino"

Enzo Lavolta, candidato alle primarie del centrosinistra

Enzo Lavolta, candidato alle primarie del centrosinistra

12 e 13 giugno. E’ questa la data in cui si svolgeranno le Primarie a Torino per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra. In corsa Igor Boni, Stefano Lo Russo, Francesco Tresso ed Enzo Lavolta. E proprio quest’ultimo partiva sfavorito, per l’alto numero di firme richieste per partecipare alle consultazioni dem, così come il sostegno solo di una parte minoritaria del Partito Democratico.

Le regole per partecipare alle Primarie sembra fossero state fatte per favorire l’altro candidato del Pd. Sente di aver "sconfitto" questo sistema?

Il mio obiettivo non era sconfiggere il sistema, ma affermare un principio: alla vigilia di un’elezione molto importante, per definire il governo della città, penso fosse necessario affrontarla in modo diverso. Ripartendo cioè dai cittadini, dalle periferie, dai quartieri. Le oltre 10mila firme raccolte dimostrano come ci fosse una voglia di partecipazione, forse non ben interpretata.

La raccolta firme è stata porta a porta. Il 12 e 13 giugno sarà però necessario convincere queste persone ai seggi e parte favorito Lo Russo che è sostenuto più dal partito. Lei pensa che i torinesi verranno a votare alle Primarie?

E’ molto complicato convincerli a venire da noi: i gazebo per le votazioni poi saranno pochi in città, circa una quarantina. Chiedere anche di pagare due euro per votare in questo momento economico difficile, con centinaia di persone in cassa integrazione, aumenta la difficoltà. Credo però ci sia ancora il tempo per provare a correggere qualcuna di queste regole in modo tale che le Primarie siano una festa di partecipazione.

Siamo in via Monferrato, che è una delle pedonalizzazioni portate avanti dalla giunta Fassino. Pensa di riuscire a fare iniziative analoghe in periferia?

Lavorare su questo progetto nel 2015 mi ha consentito di raggiungere due obiettivi. Il primo è stato culturale, cioè di far comprendere come una pedonalizzazione reale e non solo limitazione al traffico, possa stravolgere e migliorare la vita dei cittadini: non vedo perché non replicarlo in tutte le Circoscrizioni. In secondo luogo, una volta recuperate le risorse, noi come Città abbiamo le competenze interne per realizzare questi progetti.

I Verdi le hanno offerto la “scialuppa di salvataggio” di essere il loro candidato alle Primarie. Lei vede in futuro in questo partito, che a livello europeo sta crescendo in consensi.

I Verdi non mi hanno offerto una “scialuppa”, ma mi hanno sostenuto. Chi si candida a fare il sindaco cerca l’appoggio non solo dei torinesi, ma anche delle altre forze politiche. Anche Articolo 1 ha scelto di sostenermi : c’è un pezzo significativo della coalizione che condivide un progetto progressista, femminista e ambientalista per il futuro di Torino. Molti hanno maliziosamente detto che io mi stavo preparando ad andare via dal Pd: io non ho mai cambiato partito nella mia vita, semmai ho provato a cambiarlo da dentro. Il mio obiettivo è quello: far sì che i limiti evidenti del Partito Democratico vengano superati e che torni ad essere una forza popolare, vicina ai cittadini, capace di comprendere sino in fondo i bisogni di soddisfare.

La Procura ha aperto un’inchiesta sullo smog che la vede coinvolta, insieme ai sindaci Fassino e Appendino e ai presidenti di Regione Chiamparino e Cirio. Pensa che questa indagine possa avere conseguenze negative sulla sua candidatura per le elezioni?

Io sono contento che la Magistratura abbia voluto aprire un fascicolo: questo consente di avviare un dibattito pubblico e di tenere alta l’attenzione su un tema importante come quello della qualità dell’aria. Penso che tutti meritiamo di vivere in una città dove si respira meglio: non credo che questo problema si affronti necessariamente con un esposto, non si risolve così il problema dell’inquinamento. Durante il quinquennio del mio mandato abbiamo respirato meglio di anno in anno, con una riduzione di polveri sottili annuale del 35%. Per raggiungere questi risultati servono interventi  strutturali, come la diffusione della rete di teleriscaldamento, oppure offrendo alternative al veicolo privato come car sharing e bike sharing. Noi abbiamo introdotto nella nostra città innovazioni che vanno in quella direzione: non possiamo permetterci di rallentare.

Cinzia Gatti e Andrea Parisotto

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