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Cronaca | 11 giugno 2021, 16:50

Tredicenne picchiata davanti a scuola perché indossa una borsa arcobaleno. Arcigay: "Episodio inaccettabile"

La presidente Graneri: "Questo ulteriore episodio di violenza omolesbobitransfobica avvenuto nella nostra città ci riempie di tristezza e rabbia". La ragazza ha riportato una frattura al naso

Tredicenne picchiata davanti a scuola perché indossa una borsa arcobaleno. Arcigay: "Episodio inaccettabile"

Le hanno insultate, apostrofandole con espressioni come "lesbiche schifose", prima di aggredirle fisicamente. Una ragazza di 13 anni è così finita in ospedale con una frattura al naso. Con lei c'era un'amica sua coetanea. La "colpa" della ragazza? Quella di indossare una borsa e delle calze arcobaleno, colori che contraddistinguono la bandiera identitaria della comunità LGBTQIA.

L'aggressione è stata messa in atto da un gruppo di ragazze e ragazzi, giovedì 10 giugno, nei pressi del Campus Einaudi, una zona dove già si erano verificati ultimamente episodi violenti e aggressioni. Le vittime erano appena uscite da scuola, la media Rosselli. A soccorrerle sono stati i genitori, avvertiti per telefono. Sull'accaduto indagano ora i carabinieri.

Oggi, ultimo giorno di scuola, la tredicenne aggredita ha trovato la solidarietà dei compagni di classe, che l'hanno accolta con borse, cartelloni e bandierine arcobaleno.

Immediato il commento dell'Arcigay Torino, che ha stigmatizzato l'episodio, definendolo "inaccettabile". "Esprimiamo completa solidarietà e vicinanza alle giovani aggredite e alle loro famiglie. Questo ulteriore episodio di violenza omolesbobitransfobica avvenuto nella nostra città ci riempie di tristezza e rabbia. Come associazione continueremo a muoverci per arginare queste violenze", ha dichiarato Serena Graneri, Presidente di Arcigay Torino. "Questo episodio è inaccettabile, una tale violenza verso una ragazza tredicenne è allarmante. Ci ricorda ancora una volta quanto sia necessaria e urgente una legge che tuteli la nostra comunità da attacchi omolesbobitransfobici. Si rende palese l'urgenza di introdurre corsi di formazione su queste tematiche in ogni scuola di ordine e grado".

Condanniamo con fermezza l’ aggressione compiuta nei confronti di due 13 enni di Torino perché sulla borsa di una di loro  c'era il simbolo della battaglia per i diritti Lgbt. Questi eventi sono il frutto della propaganda di chi vuole a tutti i costi varare l’ incostituzionale ddl Zan che alimenta, come riconosciuto da buona parte della stessa comunità omosessuale, discriminazioni e inutili tensioni sociali”, ha dichiarato il presidente di Azione Cristiana Evangelica,  Adriano Crepaldi.

Anche il candidato sindaco del centrodestra a Torino, Paolo Damilano, è intervenuto sull'episodio: "Sono a fianco della ragazza di 13 anni che è stata picchiata da altre ragazze solo perché aveva indossato una borsa arcobaleno per dire no all’omofobia. Sono a fianco della sua mamma che l’ha educata alla difesa dei diritti e che oggi deve solo essere orgogliosa di questa figlia coraggiosa. Sono a fianco di chi combatte per affermare i suoi diritti e per poter sempre dire la sua opinione. Ma guardo anche a quelle ragazze violente, a quelle ragazze che hanno usato parole di cui probabilmente non conoscono neanche il significato, a quelle ragazze che hanno alzato le mani perché è l’unico modo che hanno di esprimersi. Tendo la mano anche a loro perché nessuno va lasciato indietro e la Torino del futuro dovrà insegnare a tutti che la violenza verbale, fisica e psicologica è lo strumento dei perdenti".

redazione

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