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Politica | 24 giugno 2021, 18:30

I candidati a sindaco rispondono all'appello di Nosiglia: "Fondamentale ascoltare la Città"

Lo Russo del centrosinistra: "Vado spesso nelle periferie per incontrare persone confrontarmi con loro". Damilano del centrodestra: "Il dialogo importante nei confronti di tutta la città"

I candidati a sindaco del centrosinistra, Stefano Lorusso, e del centrodestra, Paolo Damilano

I candidati a sindaco del centrosinistra, Stefano Lorusso, e del centrodestra, Paolo Damilano

Dialogare con la Città, andare tra la gente, dialogare con le persone e il territorio. Questo ha chiesto monsignor Cesare Nosiglia al futuro sindaco di Torino, in occasione della Festa di San Giovanni. Un appello a cui hanno immediatamente risposto i due principali candidati alla poltrona di primo cittadino (in attesa che il Movimento 5 Stelle sciolga le riserve): Paolo Damilano del centrodestra e Stefano Lo Russo del centrosinistra.

"Vado spesso nelle periferie per incontrare persone confrontarmi con loro, ascoltare i loro bisogni ho incontrato tanti genitori convinti che i figli dovranno cercare fuori da Torino le opportunità per il futuro", ha commentato Lo Russo. "Il nostro programma sarà costruito ascoltando queste esigenze per dare risposte concrete puntuali e reali ai territori e alle persone". Tra le proposte di Lo Russo: incentivi per le assunzioni di giovani lavoratrici e lavoratori, progetti di pubblica utilità per aiutare chi è in cerca di occupazione a reinventarsi e ricollocarsi sul mercato del lavoro, maggiori investimenti per le case popolari.

"Ringrazio l'arcivescovo per aver toccato un punto chiave", la risposta, invece, di Damilano, "Il dialogo con la città, tutta la città, è fondamentale. Il tempo dei sindaci che restano chiusi negli uffici, lontani dai torinesi, appartiene al passato. Il futuro deve essere segnato dal dialogo costante e dalla capacità di cogliere gli spunti che arrivano dai nostri concittadini. I problemi non riguardano solo le periferie, tutta la città deve essere ascoltata. Non è il momento dei palliativi, ma delle cure concrete, dei vaccini. Il primo sarà il lavoro, partendo dalle infrastrutture e dai cantieri per intervenire nei punti chiave della città. Dalle periferie al centro. Ma ascoltare vuol dire anche essere al fianco di chi ha progetti concreti perché Torino ha spesso dimostrato che la sua forza sta nell’inventare, nel guardare al futuro e non ai modelli di un passato che ci ha portato dove siamo oggi".

Daniele Angi

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