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Cronaca | 06 luglio 2021, 07:16

In alta valle per evadere: non dallo stress cittadino, ma dall'Imu. False residenze per 160 persone che volevano pagare meno tasse

La Guardia di Finanza ha scoperto mancati pagamenti per quasi un milione di euro tra Bardonecchia, Oulx, Sauze d’Oulx, Cesana Torinese, Sauze di Cesana, Sestriere, Claviere e Pragelato

panorama di Bardonecchia

False residenze in tutta l'alta Val di Susa per pagare meno tasse ed evadere l'Imu

Sceglievano la montagna per evadere. Ma non dalla routine e dallo stress cittadino, piuttosto dal pagamento delle tasse. Succedeva in alta Val di Susa e alta Val Chisone, in particolare nei Comuni di Bardonecchia, Oulx, Sauze d’Oulx, Cesana Torinese, Sauze di Cesana, Sestriere, Claviere e Pragelato. Proprio quegli enti pubblici che hanno scoperto (grazie alla Guardia di Finanza) di avere un sacco di residenti che in realtà non lo erano. Ma si erano registrati così per pagare meno Imu. Anzi, per non pagarla, visto che si trattava - almeno sulla carta - di prima casa.

In tutto, dicono le indagini, l'evasione è di quasi un milione di euro a danno dei Comuni, ma 550mila euro sono già stati recuperati e saranno destinati a finalità sociali in favore dei cittadini.

Dalle indagini è emerso che molte persone avevano dichiarato di risiedere nelle località turistiche quasi al confine con la Francia, anche se in realtà erano solo le "seconde case" per le vacanze con la famiglia, mentre lavoravano in altri Comuni piemontesi, lombardi e liguri. 

Secondo la legge, il contribuente che dichiara di dimorare abitualmente in una casa non ha diritto all’esenzione prevista, in particolare, ai fini dell’IMU per l’abitazione principale se il nucleo familiare risiede, effettivamente, in un altro Comune italiano, salvo prova della separazione coniugale. Questo proprio per scongiurare che il trattamento fiscale agevolato sia fruito illegittimamente da entrambi i coniugi.  

Le indagini, condotte dai Finanzieri della Tenenza Bardonecchia, sviluppate attraverso lo scrutinio di centinaia di nominativi che presentavano i maggiori alert di rischio, l’effettuazione di numerosi sopralluoghi presso le abitazioni dove risultava la residenza, l’utilizzo delle banche dati in uso al Corpo e l’esame dei consumi riconducibili alle utenze intestate ai singoli contribuenti, hanno consentito di scoprire che 160 cittadini avevano dichiarato di risiedere presso un Comune dell’alta Val di Susa o alta Val Chisone, ma in realtà vivevano abitualmente in un Comune diverso. 

È stato così accertato il mancato versamento Imu e l’indebito beneficio dell’aliquota agevolata Iva ovvero dell’imposta di registro per un ammontare complessivo di oltre 800 mila euro.

Ad oggi, gli Enti locali hanno incassato oltre 550 mila euro che potranno essere destinati per iniziative in favore di tutta la comunità territoriale interessata la quale, in questo periodo di grave contingenza derivante, anche, dalla emergenza epidemiologica da COVID-19, versa in uno stato economico di particolare e gravosa indigenza.

M.Sci

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