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Attualità | 23 ottobre 2021, 14:54

'Non una di meno' si prende piazza Castello per denunciare le malattie “femminili” ignorate dalla medicina

Mobilitazione per chiedere il riconoscimento di vulvodinia, neuropatia del pudendo, fibromialgia, endometriosi e tutte le forme del dolore pelvico

'non una di meno' 23 ottobre 2021

'Non una di meno' denuncia le malattie “femminili” ignorate dalla medicina

Il 23 ottobre Non Una Di Meno ha convocato una giornata di mobilitazione nazionale in diverse città italiane per il riconoscimento delle malattie croniche cosiddette “femminili” ed ignorate dalla medicina: vulvodinia, neuropatia del pudendo, fibromialgia, endometriosi e tutte le varie forme di dolore pelvico. Si tratta di malattie croniche invalidanti che incidono fortemente sulla qualità della vita delle donne, che non vengono studiate e che vengono dunque diagnosticate con un forte ritardo.

A Torino l'appuntamento era questa mattina in Piazza Castello a partire dalle 10.30, con una performance creativa e il microfono aperto per dare voce alle persone che soffrono di queste sindromi, "per ribadire che vogliamo che la Regione Piemonte tuteli a pieno il diritto alla salute di chi soffre di queste sindromi", hanno spiegato le organizzatrici.

"Il nostro dolore, infatti, è invalidato ed invisibilizzato dal personale medico disinformato e dalla società tutta, con altissime conseguenze sulla nostra salute fisica, psicologica e sociale. Ci siamo sentite rivolgere frasi quali: “è tutto nella tua testa”, “è solo stress”, “fai i figli e vedrai che ti passa”, “non è nulla, essere stanche capita a tutti”. La ricerca di una diagnosi, inoltre, può durare per anni: la vulvodinia ha un ritardo diagnostico di quasi 5 anni, a fronte di un 16% di donne che se soffrono".

"L’endometriosi colpisce il 10-15% di donne e persone con utero ed ha un ritardo diagnostico di 7 anni e mezzo; la fibromialgia colpisce 1,5-2 milioni di persone - con un rapporto donne-uomini di circa 9 a 1 - e con un ritardo diagnostico di circa 5 anni. La necessità di lunghi viaggi per raggiungere i pochi specialisti esistenti, l’assenza di riconoscimento ed esenzioni da parte del Sistema Sanitario Nazionale rendono difficilissimo curarsi. La naturale conseguenza è che non tutte possono permetterselo", viene fatto notare dalle esponenti di 'Non una di meno'.

"Rivendichiamo la presa in carico di queste sindromi da parte del Servizio Sanitario Nazionale, attraverso servizi integrati negli ospedali pubblici, esenzione dal pagamento del ticket e delle spese mediche", è stata la richiesta. "Non vogliamo più essere invisibili e per questo portiamo in piazza le nostre storie e le nostre rivendicazioni".

redazione

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