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Cronaca | 27 ottobre 2021, 17:45

La battaglia delle persone con disabilità per l'Unità Spinale: “Riapritela a pieno regime, è la nostra vita” [VIDEO]

Presidio di protesta davanti alla struttura di cura e riabilitazione delle lesioni midollari dopo le voci che ne vorrebbero un progressivo ridimensionamento

protesta disabili pro unità spinale

La battaglia delle persone con disabilità per l'Unità Spinale: “E' la nostra vita”

Le prime avvisaglie con la chiusura di un intero piano per inserire malati di Covid-19 nella fase acuta dell'emergenza sanitaria, la 'goccia che ha fatto traboccare il vaso' con la sua mancata riapertura: per questo, e non solo, un nutrito gruppo di persone con disabilità trainato dalle associazioni I Do e CPD ha scelto di rompere gli indugi e di protestare contro le voci che vorrebbero un ridimensionamento dell'Unità Spinale Unipolare di Torino, la struttura di cura e riabilitazione delle lesioni midollari tra cui paraplegia e tetraplegia.

La richiesta: piena copertura dei posti letto

La posizione espressa è ferma nella richiesta di riapertura a pieno regime: “Abbiamo conquistato l'Unità Spinale Unipolare - ha sottolineato il presidente di I Do Alessandro Agostinelli – dopo 20 anni di lotte e non permetteremo che venga svuotata di competenze e personale: ricordiamo, a proposito, che non si occupa solo della parte motoria ma anche di tutte le altre problematiche come quelle legate alla neuro urologia, alle piaghe da decubito, ai problemi intestinali e alla sessualità. A chi vorrebbe aprire ad altre tipologie di disabilità rispondiamo che esistono spazi e strutture più adatte, l'Usu è nata per curare noi e seguirci lungo tutto il percorso della nostra esistenza”.

La situazione appena descritta, a detta dei manifestanti, sta provocando notevoli disagi: “Il reparto di degenza del secondo piano - ha aggiunto Agostinelli – è chiuso da più di un anno: su 38 posti totali, quelli disponibili al momento sono quindi solamente 22. Tutto questo ha portato all'allungamento delle liste d'attesa, che nel caso della neuro urologia arriva a durare 1 anno e mezzo, e al respingimento di pazienti acuti tra cui alcuni che necessitavano di entrare in struttura riabilitativa dopo periodi in rianimazione a causa di incidenti. Si tratta di una situazione inaccettabile che non ci permette di vivere dignitosamente al pari delle persone che non hanno disabilità”.

"Riaprite la piscina"

A soffrire sono anche i servizi legati all'attività motoria: “Attraverso - ha sottolineato l'ex atleta paralimpica e attuale tecnico di tennistavolo Patrizia Saccà – la fisioterapia, il nuoto e lo sport i pazienti imparano a riconoscere il proprio corpo dopo i cambiamenti dovuti agli incidenti. La loro importanza è fondamentale sia per il benessere che per la relazione e non c'è Covid che tenga: dopo 21 anni di collaborazione con l'Unità Spinale vedere l'attività fisica ripartire solo a settembre e la piscina ancora chiusa è una vergogna”.

Al presidio erano presenti anche Luca Paiardi e Danilo Ragona di Viaggio Italia che hanno portato la loro testimonianza sull'importanza vitale dei servizi offerti dalla struttura, dal suo personale specializzato tanto prezioso benché sempre più carente. A esprimere la propria vicinanza nei confronti di chi subisce gli effetti di questa preoccupante riduzione è intervenuto via social anche Max Casacci, fondatore e chitarrista della storica band torinese Subsonica.

"La necessità di riorganizzare i servizi specie dopo lo tsunami che ha rappresentato la pandemia, non può bastare a giustificare la situazione, perché la vita e la dignità di chi necessita di un certo tipo di servizi dev'essere protetta a tutti i costi. Il diritto alla salute e alla speranza non devono essere mai ridimensionati", ha sottolineato il nichelinese Simone Dionigi.

Magliano: "Cirio e Icardi ci dicano cosa intendono fare"

Al presidio ha partecipato anche il consigliere regionale dei Moderati Silvio Magliano: “Il nostro gruppo - ha dichiarato – chiederà attraverso un question time la piena copertura dei posti letto e la riapertura della piscina: è assurdo che un polo di eccellenza venga ridimensionato da una Giunta che non si rende conto delle esigenze delle persone para e tetraplegiche; Cirio e Icardi ci dicano le loro intenzioni, per una struttura di questo tipo non si può sentire la parola riorganizzazione”.

Marco Berton

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