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Attualità | 23 novembre 2021, 07:05

Coronavirus e visite agli anziani in rsa, l'appello dei famigliari: "Lasciateci continuare a vedere i nostri cari"

Ripartita (con la presidenza del vicesindaco metropolitano Roberto Montà), la cabina di regia di Città metropolitana e Prefettura di Torino. Fondazione promozione sociale: "Il Ministero indica 45 minuti di visita giornaliera, sette giorni su sette"

anziani in una rsa

Sembra sotto controllo la situazione pandemica all'interno delle rsa piemontesi

Per lunghi mesi hanno dovuto rimanere fuori dalle rsa, senza alcuna possibilità di entrare, anche quando era il virus a riuscire a introdursi all'interno di quelle mura, magari portando via i loro cari. Ora, i parenti degli anziani che sono ospitati presso le residenze socio assistenziali, chiedono che non si faccia alcun passo indietro. Anche se si parla di quarta ondata.

L'appello è stato fatto in occasione della ripartenza - con la presidenza del vicesidaco Metropolitano, Roberto Montà, della Cabina di regia di Città Metropolitana e Prefettura di Torino, proprio sul tema delle rsa.

"La situazione è tranquilla, sul versante dei (pochissimi) contagi Covid-19 - dicono dalla Fondazione promozione sociale -, mentre rimangono tante criticità: visite parenti in Rsa, ma anche inserimenti in convenzione e copertura dei medici di medicina generale".

 

Visite tutti i giorni, per 45 minuti

In particolare, sulle visite parenti è stata ribadita dai rappresentanti delle famiglie "la necessità di non arretrare rispetto alle condizioni attuali. In molte strutture le visite avvengono una volta a settimana, dietro plexiglass e con mascherine indossate sempre per degenti e parenti. La circolare ministeriale sul tema impone alle strutture 45 minuti di visita giornaliera (7 giorni su 7) con possibilità di relazioni più strette tra parenti e pazienti". E le cose non sempre vanno così: "Sul tema è facile incontrare astratte valutazioni di Aziende sanitarie e gestori delle strutture che invocano condizioni più restrittive. Pensano forse che le visite siano abbracci, permanenza in stanza dei malati, ore di frequentazione a centimetri di distanza? Nella maggior parte dei casi si tratta di mezz'ora (sulle 168 della settimana) a distanza di alcuni metri. Su questo occorre non arretrare, visto anche il numero insignificante di tamponi positivi dei famigliari in visita. Fondazione promozione sociale è a disposizione per consulenze e richieste di visite nel rispetto (ma non sotto) le indicazioni del Ministero".

 

 

Mancano i medici

Ma un altro aspetto riguarda la presenza di sanitari. Ancora dalla Fondazione sottolinea come le Asl (specialmente a Torino) lamentino "una drammatica carenza dei medici di medicina generale assegnati alle strutture, tanto che in città una Rsa su quattro è sguarnita di medici di base e l'Asl sta sopperendo con le Usca - Unità speciali di continutà assistenziale. Ricordiamo (come abbiamo fatto in cabina di Regia) che i pazienti ricoverati sono gravi, hanno pluripatologie e sono non autosufficienti".

 

 

Inserimenti a rilento (anche se le domande non mancano)

Vanno a rilento gli inserimenti in convenzione nelle strutture, nonostante le richieste (solo a Torino oltre 4mila dall'inizio dell'anno, 15 al giorno circa). "Le convenzioni attivate riguardano in molte Asl circa il 50% dei posti totali Rsa. Troppo pochi. Il tema riguarda il rispetto del diritto esigibile dei malati non autosufficienti ad avere la quota sanitaria, riconoscimento del loro diritto di malati di essere presi in carico da Servizio sanitario nazionale. In secondo luogo (e in paralllelo) è un problema di tenuta economica delle strutture, che registrano tassi di occupazione complessiva bassi".

 

Ora questi temi arriveranno alla Regione tramite i referenti della Cabina di regia. "È necessario, già più volte richiesto e mai arrivato, un intervento in merito della Giunta regionale", concludono i rappresentanti delle famiglie. 

Massimiliano Sciullo

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