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Cronaca | 10 gennaio 2022, 10:45

Presunti favori in procura, assolto in rito abbreviato l'ex pm di Torino Andrea Padalino

La procura milanese aveva chiesto una condanna a tre anni per corruzione in atti giudiziari e abuso d'ufficio

È stato assolto l'ex pm di Torino, Andrea Padalino

È stato assolto l'ex pm di Torino, Andrea Padalino

Era accusato di corruzione in atti giudiziari e abuso d'ufficio e per lui, la procura, aveva chiesto la condanna a tre anni di carcere. Ma al termine del rito abbreviato è arrivata l'assoluzione per Andrea Padalino, ex pm di Torino, nell'ambito dell'inchiesta su presunti favoritismi all'interno della procura del capoluogo torinese.

A difendere Padalino è stato l'avvocato Massimo Dinoia, mentre il gup è stato Carlo Ottone De Marchi.

Con la sentenza, emessa stamani, il giudice ha condannato due degli imputati, tra cui l'appuntato dei carabinieri Renato Dematteis, a pene attorno ai due anni, mentre ne ha assolti altri tre, oltre a Padalino, ora giudice civile a Vercelli. L'inchiesta, nella quale sono stati contestati, a vario titolo, anche i reati di falso e peculato, era stata trasferita in passato per competenza territoriale a Milano (sede giudiziaria che si occupa dei reati commessi da magistrati torinesi) dove è stata coordinata dagli aggiunti Eugenio Fusco e Laura Pedio.

Tra le accuse mosse all'ex pm di Torino, che per la Procura milanese avrebbe compiuto "atti contrari ai doveri di ufficio" come l'autoassegnarsi un fascicolo scaturito da una denuncia del 2016 presentata da Angelo Marello (oggi assolto anche lui), c'era anche l'aver ricevuto "il pagamento di una cena per 19 persone" da 590 euro. Cena "presso la Bocciofila Crimea" a cui avrebbe partecipato l'allora pm, stando all'imputazione, "unitamente a componenti del suo ufficio e della sua scorta".

Padalino, sempre per l'accusa, avrebbe anche fornito "supporto" ad una persona imputata davanti alla Corte d'Appello torinese "per vari reati connessi alla sfruttamento della prostituzione". E in cambio, contestava la Procura che aveva chiesto una condanna a 3 anni, avrebbe ottenuto "soggiorni e cene tra il 2015 e il 2016" in un hotel in provincia di Novara e anche una cena in un noto ristorante dello chef Antonino Cannavacciuolo (estraneo alle indagini). Tutte accuse queste, contestate nelle imputazioni, che sono cadute oggi con la sentenza di assoluzione con rito abbreviato: tra 15 giorni saranno rese note le motivazioni.

"E' la fine di un incubo. Dopo ben quattro anni di autentico massacro mediatico è stata proclamata la totale innocenza del dottor Padalino", ha scritto in una nota l'avvocato Dinoia. "Non appena la sua vicenda processuale è arrivata sul tavolo di un giudice , questi ha ufficialmente decretato che questi quattro lunghi anni di autentica sofferenza per lui e per la sua famiglia sono stati una pena ingiusta perché i fatti non sussistono".

redazione

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