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Attualità | 07 giugno 2022, 10:32

Il Poli celebra il suo lato femminile: l'aula magna intitolata alla prima laureata in ingegneria. "Combattiamo crisi di vocazione" [VIDEO]

Taglio del nastro per la storica ex sala del Consiglio di Facoltà a Emma Strada. Saracco: "Il suo esempio per trovare nuove risorse umane nell'ingegneria civile e delle costruzioni"

sala emma strada

Il Poli celebra il suo lato femminile: intitola l'aula magna alla prima laureata d'Italia in ingegneria

Emma Strada è un mito, da queste parti. Ma soprattutto un esempio: ecco perché il Politecnico ha deciso di intitolarle la storica ex sala del Consiglio di Facoltà. Lo ha fatto questa mattina, tributando così il giusto onore alla prima donna laureata in ingegneria di tutta Italia nel 1908. E rilanciando al tempo stesso la sua crescente apertura al mondo femminile, storicamente poco presente nell'ateneo di corso Duca degli Abruzzi. 

"La denominazione attuale del Politecnico risale al 1906 e due anni dopo si laurea Emma Strada - dice il rettore, Guido Saracco - pur essendo attiva la scuola da una cinquantina d'anni. Si laureò in ingegneria civile, mostrando forza di volontà e con voglia di mettersi alla prova in un campo che vedeva solo uomini".

Crisi di vocazione per gli ingegneri delle costruzioni

"Oggi viviamo una grande crisi di vocazione in questo settore - prosegue Saracco - soprattutto in un momento in cui le componenti meno materiali stanno diventando sempre più importanti. Parlare di Emma Strada e raccontare la sua storia potrà aiutarci a trovare nuovi candidati per le ingegnerie delle costruzioni. Ora i ragazzi vivono davanti a PC e iPad e si progettano Metaversi, ma prima o poi il conto arriverà, nel mondo reale". E a confermarlo sono i numeri: appena l'1% dei laureati proviene da questa specializzazione. Un dato che fa riflettere.

Numeri in rosa

Attualmente le donne iscritte a ingegneria sono il 27%. In crescita rispetto al passato (erano il 23% tre anni fa), ma ancora non abbastanza. "Rischiamo di perdere profili e talenti femminili - dice ancora Saracco - finché non raggiungeremo la parità di genere all'interno della nostra università".

"Con la matricola 733 Emma Strada fu anche la prima donna iscritta all'albo - racconta la vicepresidente dell'Ordine degli Ingegneri di Torino, Fabrizia Giordano - Ma tutt'oggi esiste ancora quel tetto di cristallo che mantiene la differenza tra uomo e donna e che fin dagli anni Sessanta è diventato un tema di discussione e confronto".

Progetti e traguardi

Intanto il Poli prosegue il suo cammino che proprio tramite il progetto WeAreHEre e il Gender Equality Plan 2021-2024 si pone obiettivi ambiziosi. 

Sono sei le aree di intervento del Piano, con 15 obiettivi e 65 azioni. Ogni anno vengono monitorati e misurati i passi fatti e i traguardi raggiunti. Dalla conciliazione vita lavoro all'equità di genere, passando per i risultati in termini di reclutamento e carriera, fino all'equilibrio nelle posizioni di leadership. Senza dimenticare un tema fondamentale come il contrasto alle molestie.

Massimiliano Sciullo

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