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Attualità | 30 giugno 2022, 15:55

Conto alla rovescia finito, tutto pronto al Parco Dora per il Kappa FuturFestival: attese 80 mila persone [FOTO]

Dall'1 al 3 luglio la nona edizione della kermesse di musica elettronica. Ospiti internazionali si esibiranno sui quattro stage: da Diplo a Four Tet

parco dora - foto di archivio

Tutto pronto al Parco Dora per il Kappa FuturFestival: attese 80 mila persone

Tutto pronto per il Kappa FuturFestival 2022. La tre giorni di musica elettronica al Parco Dora sta terminando gli ultimi allestimenti e in tutto il quartiere si fanno sentire i primi sound check in vista dell’apertura di domani, venerdì 1 luglio. 

Attese 80 mila persone

Sui 75 mila metri quadrati dell’ex spazio industriale sono attese ben 80 mila presenze in arrivo da 105 nazioni (suddivise per 15 mila venerdì, 28 mila sabato 26 mila domenica). Una previsione in aumento rispetto all’ultima edizione in presenza del 2019, che aveva fatto registrare circa 60 spettatori. Circa il 35/40% è pubblico europeo, mentre il 10% proviene da altri continenti tra cui  l’Australia, Sud Corea e persino Haiti. Tra i Paesi con piu presenze, le vicine Inghilterra e Francia. Un pubblico giovane quello del Kappa, l’età media è compresa tra i 27 e 45 anni per le donne e 55 anni per gli uomini. 

Grandi ospiti

Ospiti del calibro di Diplo, ma anche Four Tet, sono attesi fino a domenica 3 luglio sul grande palco sotto la tettoia Vitali, totalmente nuovo. “Abbiamo un palco mai fatto prima - conferma l’Ammistratore del Kappa, Maurizio Vitale Con un impianto audio prezioso per il pubblico che non genera stress ai residenti. Questa struttura di ferro ha una propagazione micidiale, questo è il setting migliore che c’è con una riduzione sul laterale e sul back. La pressione sonora arriva ai primi 60 metri (sempre nel rispetto limite 74 decibel, ndr) e la seconda pressione sonora negli altri 60 metri”.

Quattro gli stage

Tre gli accessi per l’evento che si svilupperà su quattro stage: il main stage, ovvero lo Jagermeinster, il più scenografico da  23 metri e largo 36, il Future Stage, quello più innovative più grande mai realizzato, il Latz Stage dedicato alla figura dell’architetto specializzato in rivisitazione di paesaggi industriali, Peter Latz, e infine il Dora Stage, ovviamente in omaggio al fiume che scorre da questo lato di Torino. Oltre ai vari punti ristoro, proiettate sui led wall anche le opere del visual artist, Black Dove. 

Novità per gli ingressi 

Dopo il durissimo stop causato dalla pandemia il Kappa si è evoluto soprattutto per quanto riguarda la parte digital. Niente più card per entrare ma un nuovo braccialetto che viene rilasciato alle casse presentando il biglietto di ingresso su cui si può caricare un budget per acquistare alimenti e bibite all’interno dell’area festival. Ricaricabile anche online. “Un modo questo per tracciare gli acquisti e quindi gestire meglio le presenze, per una questione di trasparenza e quindi soprattutto per evitare la circolazione di contanti”. 

Altra novità l’applicazione che potrà essere scaricata con tutte le info utili. 

Il  dopo festival 

Per tutti e tra i giorni sono organizzati eventi collaterali in tre location esterne: all’Audiorome, all’Azimut e al Centralino dove  da mezzanotte alle 5 si potrà ancora ballare. Incentivi per chi consumerà nei bar e ristoranti della zona. 

Controlli serrati 

Oltre alla presenza del presidio medico, il Kappa avrà controlli serrati agli ingressi. Vietato portarti alcolici o bevande dall’esterno. Si passa per 160 metri di camminamento, poi dai va al controllo ticket, degli oggetti, check della carta identità, perquisizione. Presenti anche le unità cinofile. 

Essere proibizionisti comunque non serve - sottolinea però Vitale - Occorre creare contesto in cui le persone possano diciamo trasgredire, ma in modo sicuro”. 

Restituzione al territorio 

Oltre alla donazione a fine evento di due defibrillatori per l’area del Parco Dora che saranno posizionati su indicazione della Circoscrizione 5, il Kappa provvedere a anche alla manutenzione straordinaria e ordinaria del Parco per un totale di 150 mila euro: manutenzione dell’erba, presidio dei magazzini ripitturati, presidio delle panchine, presidio delle doghe del ponte, ripristino parte lumino-tecnica, ma anche collaudo della tenuta del prato.

E ancora: pulizia delle grate di scolo dell’area del roseto, carotaggio per le foglie, bonifica dell’area della Dora. Infine, i bagni chimici saranno lasciati per collettività per tre mesi.

Spese e consumi 

Quest’anno il festival è costato agli organizzatori 5 milioni di euro, compresi 150 mia euro di manutenzione. 2.500 i kilowatt che saranno consumati. “Abbiamo ridotto il 15% gasolio e dell’80% la dispersione ambientale”. 

Verso il decennale 2023 

Più di mille gli operatori che lavorano a questa nona edizione del Festival che come annuncia Vitale per il decennale del 2023.

Attenzione alla disabilità 

Stiamo facendo uno sforzo massimo per la disabilità, ma già di per se questo è uno spazio che non ha barriere architettoniche”. Nessuna riduzione sul biglietto per i diversamente abili, ma gratuito per chi accompagna.

Biglietti quasi esauriti 

Per sabato i biglietti online sono già esauriti, anche se si potranno ancora acquistare sul sul posto. “Abbiamo mantenuto praticamente tutti i biglietti acquistati nel 2020, il 98%, solo 150 sono stati restituiti tra cui alcuni dell’Ucraina”. 

Le polemiche del quartiere 

Come tutti gli anni sono però mancate le polemiche, soprattutto da parte del Comitato Dora Spina 3 che lamenta il grande l'afflusso di persone, la musica ad alto volume per tre giorni e dodici ore consecutive da quattro palchi, la devastazione del tappeto erboso e degli arbusti di una parte del parco. 

È una manifestazione che sicuramente crea disagio, ma è contemperata da un’opera di valorizzazione e una cultura, questa è cultura” replica Vitale che riporta l’attenzione sulla cura dell’area. “Il Parco D’ora è il central park italiano, tanto bello, quanto faticoso, costa molto alla città, bisognerebbe avere un progetto di partenariato tra pubblico e privato organizzato su una direttrice pubblica. In questo modo si sgrava la città dai contributi e si possono realizzare quei servizi che mancano, dalla riqualifica luci a un bar e poi perché no, si potrebbero organizzare degli spin off per esempio dell’Opera, di MITO, del Torino film festival è così via”. 

Per conoscere il programma completo: https://www.kappafuturfestival.it/

Chiara Gallo

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