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Attualità | 25 settembre 2022, 14:27

Macerie, pneumatici, elettrodomestici, giocattoli: 100 volontari Wwf e Jova beach party puliscono le sponde del Po

Coinvolta una superficie di circa 25mila metri quadri a Torino, nella zona del Meisino: raccolti oltre 120 sacchi di rifiuti per oltre 7000 chili di spazzatura

Circa cento volontari hanno ripulito le sponde del Po nella zona del Meisino

Circa cento volontari hanno ripulito le sponde del Po nella zona del Meisino

Circa cento volontari si sono riuniti oggi, nella Giornata internazionale dei fiumi, in diversi appuntamenti dedicati alla pulizia di fiumi e laghi di Ri-Party-Amo, il progetto nazionale ambientale concreto e ambizioso nato dalla collaborazione tra WWF Italia, Intesa Sanpaolo e Jova Beach Party.

Declinato in tre macroaree di intervento dedicate alla pulizia delle spiagge, fiumi e laghi, a progetti di ripristino naturale e ad attività di educazione, Ri-Party-Amo ha l’obiettivo di rendere i giovani, scuole, famiglie, aziende e intere comunità protagonisti della salvaguardia e del restauro della natura d’Italia. Nel concreto, il progetto prevede la pulizia di 20 milioni di metri quadri spiagge, laghi, fiumi e fondali; la realizzazione di 8 macro-azioni di ripristino degli habitat; l’organizzazione di 8 incontri nelle università italiane con workshop on field e un progetto didattico dedicato alle scuole primarie e secondarie, iniziative capaci di coinvolgere circa 100.ooo studenti.

La realizzazione di Ri-Party-Amo è possibile grazie alla grande campagna di raccolta fondi attiva su For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo (ForFunding.it/Ripartyamo), con cui sono stati donati ad oggi più di 3 milioni di euro. Tra tutti coloro che avranno contribuito alla raccolta, 4.000 persone avranno la possibilità di partecipare a due esclusivi concerti che Jovanotti terrà all’Atlantico di Roma e all’Alcatraz di Milano, il 12 e il 14 novembre.

Oltre 120 sacchi di rifiuti per oltre 7000 chili di spazzatura 

Nella città della Mole, i circa cento volontari presenti hanno ripulito dai rifiuti circa 25mila metri quadri totali di sponde del fiume Po a Torino. Più di 120 sacchi di rifiuti raccolti per circa 7.200 chili di spazzatura abbandonata nelle aree ripulite. Fra i rifiuti recuperati anche pneumatici, macerie, elettrodomestici, giocattoli a batteria, rottami e tantissima plastica.

A Torino, l’attività di pulizia ha interessato le sponde del fiume Po all’interno dell’area del Parco del Meisino. La pulizia del fiume ha riguardato le sponde e le acque del fiume grazie alla collaborazione di volontari e alla partecipazione del gruppo Kajak “Orcokayak”. Il team di canoisti, nella zona di S. Mauro Torinese, ha esplorato il fiume in kajak portando dei volontari che hanno raccolto rifiuti dalle acque durante il percorso. L’attività è continuata con la pulizia dei margini andando a recuperare le microplastiche dai sedimenti.

I mari inquinati per "colpa" dei fiumi

Ogni anno entrano nel Mediterraneo circa 230 mila tonnellate di rifiuti di plastica. Di queste, circa 30mila  arrivano dai fiumi che, in molti casi, sono dei veri e propri affluenti di plastica.

A raccontarlo il nuovo report WWF “Fiumi, la minaccia arriva da insetticidi e plastica”, pubblicato proprio oggi in occasione della Giornata internazionale di  fiumi. In Italia solo il 43% dei corsi d’acqua è in un “buono stato ecologico”, come richiesto nella Direttiva Quadro Acque.

Nell’ultimo secolo, la costruzione di dighe e di traverse, il prelievo di sedimenti dai fiumi, le grandi derivazioni e più in generale gli interventi di artificializzazione in alveo e nelle aree attigue hanno profondamente modificato l’assetto dei corsi d’acqua. L’alveo dei fiumi si è inciso e abbassato da 3 a 5 metri, ristretto anche per più del 50%, e modificato nella stessa forma, passata ad esempio da una serie di canali intrecciati a un solo canale singolo, o da un canale sinuoso a uno rettilineo. Le conseguenze delle alterazioni del regime idrologico e del trasporto di sedimenti sono state altrettanto profonde.

Le principali minacce alla “salute” dei fiumi sono gli interventi idraulici e i prelievi idrici, assieme all’inquinamento diffuso (per il 50% da fonte agro-zootecnica) e a quello puntuale (per il 27% da scarichi).

Quasi 300 sostanze inquinanti nelle acque

Nelle nostre acque sono state trovate 299 sostanze inquinanti su 426 ricercate; insetticidi quelle più diffuse. ISPRA (2018) ha raccolto dati da indagini che hanno riguardato 4.775 punti di campionamento e 16.962 campioni; nelle acque superficiali sono stati trovati pesticidi nel 77,3% dei 1.980 punti di monitoraggio, in quelle sotterranee nel 32,2% dei 2.795 punti. Le sostanze più rinvenute sopra il limite sono gli erbicidi e i fungicidi.

Inoltre la biodiversità dei fiumi è messa in crisi, oltre che da tutte le pressioni sopra elencate, anche dall’enorme diffusione di specie aliene di fauna e flora; tra queste ci sono il Siluro, un pesce che sul Po raggiunge i 2,7 metri, il gambero rosso della Louisiana, la nutria, la Zucchina americana e purtroppo molte altre specie.

Ma c’è un’altra grave minaccia che è quella rappresentata dall’inquinamento da plastiche e, soprattutto, da microplastiche. 

Circa l'80% di tutta la plastica presente negli oceani proviene dai fiumi, il restante 20% circa proviene da reti da pesca, funi e imbarcazioni, creando conseguentemente numerosi problemi e l'enorme aumento delle microplastiche nelle acque di tutto il mondo.

Massimiliano Sciullo

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