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Economia e lavoro | 17 aprile 2023, 13:02

A Torino scoppia la voglia di casa: +6% per le compravendite 2022 e prezzi in salita. Lingotto superstar

Metro, Juve, cantieri e università: i valori al metro quadro sono aumentati dell'1,6%. L'indagine Fiaip mostra un andamento più lento in provincia

cartelli vendesi e affittasi

Accelera il mercato immobiliare a Torino, un po' meno in provincia

Voglia di casa, sotto la Mole. Lo dice l'ultima indagine della Fiaip Torino, che segnala un +6% negli scambi nel 2022 e una crescita dei prezzi dell'1,6%. Un andamento leggermente più pigro in provincia (+0,7%). 

In tutto, le compravendite sono state 16.125, ma sono soprattutto alcune zone a tirare: quelle in cui la città sta cambiando pelle. Da Lingotto e Mirafiori Sud a San Donato, Cenisia e Lucento.

"Sempre più turistica e universitaria, la città favorisce l'investimento immobiliare - dice la presidente Fiaip, Claudia Gallipoli - nonostante tassi in risalita e inflazione". Il 2023 però è un'incognita. "Dalla certificazione energetica ad altre situazioni che il Governo deve sbloccare, siamo in stallo. Ma speriamo in bene, anche per quanto riguarda la normativa green voluta dall'Europa". Per ora l'inflazione non incide, "ma vedremo nei mesi a venire".

Lingotto "liberata" fa da locomotiva

Lingotto è la "capofila" (+3,5%), grazie alla viabilità (la fine dei cantieri), la metropolitana e l'arrivo del grattacielo della Regione. Anche Mirafiori Sud cresce (+2%). Ma il centro resta una sicurezza, con prezzi da 4509 euro a metro quadro in piazza Solferino. Porta Susa è invece il motore di San Donato e Cit Turin, soprattutto con I pendolari che non possono permettersi una sistemazione a Milano.

L'effetto università

Ma è un po' tutta la zona Sud che sta crescendo, anche se a prezzi ancora contenuti: Mirafiori Nord, Nizza Millefonti, ma pure Santa Rita e San Paolo, risalendo la città verso il centro. "C'è stato un cambio generazionale, soprattutto a Mirafiori e godono della vicinanza dei poli universitari come quello di Economia", spiega Nadia Ribone, membro del comitato tecnico dell'Osservatorio.

"Segnali positivi anche da Pozzo strada e Cenisia - aggiunge - anche in questo caso per la vicinanza della metropolitana".

Lavazza traina Torino nord

Per Torino Nord, storicamente nervo scoperto della città, dopo anni difficili "Borgo Vittoria, Madonna di Campagna e Lucento hanno visto l'apertura del sottopasso di corso Grosseto e l'abbattimento della sopraelevata - dice Lucia Vigna - e i quartieri sono risaliti come valori. Il Polo della Juventus poi decollano gli investimenti per bed&breakfast e affitti brevi".

Quasi due punti di crescita per Barriera di Milano, "trainato dal polo di Aurora Lavazza - prosegue -, mentre la parte più storica ha qualche problema in più".

Sono ripartite anche le compravendite dei box auto (+3,6%), con un andamento meno frizzante in provincia.

La provincia del post Covid (e post Olimpiadi)

In provincia invece si rallenta, dopo l'accelerazione negli anni passati da parte di chi, sulla spinta della pandemia, cercava spazi e aree verdi. "Per le Valli olimpiche invece calano prezzi e compravendite, forse per un calo di interesse con l'occasione mancata delle Olimpiadi", dice Aurelio Amerio, di Fiaip.

Soffrono negozi e uffici

Sul fronte commerciale la situazione è meno brillante. Calano sia le compravendite che i prezzi, soprattutto per i negozi (addirittura -11% in provincia e -2% per i prezzi in generale), mentre gli uffici respirano soltanto in città, fuori Torino il mercato è quasi immobile. "Bisogna promuovere la cedolare secca per i negozi in affitto", commenta Alessio Carnevale, del comitato tecnico Fiaip. "Ma anche agevolare il cambio di destinazione d'uso".

Sempre si più, infatti, vorrebbero trasformare i negozi in abitazioni (magari per affittare come B&b). Soprattutto nelle vie secondarie con meno passaggio. Anche se questa operazione comporta costi e burocrazia non da poco.  "Ci sono zone e zone - dicono da Fiaip -: bisogna tutelare i negozi, presidio di socialità, in alcune aree. In altre invece I negozi non riuscirebbero comunque a sopravvivere e allora è meglio una finestra piuttosto che una serranda chiusa".

Ma la spinta arriva anche dalla domanda di abitazioni senza barriere architettoniche, in una società che invecchia o che ha bisogno di usare mezzi a rotelle.

L'affitto corre (e correrà)

Molto vivace il mercato degli affitti: i canoni crescono del 2,4%, soprattutto grazie a turismo e studenti universitari. Si pensa che nel corso del 2023 questo potrà crescere ancora, anche per l'aumento dei tassi dei mutui.

Massimiliano Sciullo

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