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Attualità | 15 giugno 2023, 12:22

Il Piemonte oltre quota 250mila donazioni di sangue, meglio del pre Covid: due giorni in piazza Arbarello per chiedere ancora più aiuto

Per la prima volta insieme, le associazioni di Ail, Avis e Fidal in campo per promuovere la raccolta a Torino e in Piemonte. Icardi: "Scongiurate le difficoltà, abbiamo invertito la tendenza"

persona che dona sangue

Il Piemonte ha ripreso a donare sangue dopo un periodo di flessione, anche a causa del Covid

Ail, Avis e Fidas in campo per chiedere sangue. Succede in piazza Arbarello il prossimo 17 e 18 giugno, con una serie di attività per coinvolgere e sensibilizzare la cittadinanza verso le donazioni. L'evento si chiama "To get life" e avrà una coda il 21 giugno, con un congresso al Museo del Risorgimento. 

"Donare il sangue è tra le cose più importanti che possiamo fare e dobbiamo comunicarlo - dice il vicepresidente della Regione, Fabio Carosso - perché dobbiamo essere autonomi sia per il sangue che per il plasma. Ecco perché un evento come quello del 17-18 e 21 giugno può essere fondamentale per avvicinare le persone alla pratica delle donazioni".

Donazioni in ripresa, meglio del pre Covid

Il Piemonte, numeri alla mano, è una delle regioni più attive in questa attività di donazione: se ne contano oltre 250mila ogni anno, dato che supera quello pre pandemico del 2019 (erano a circa 237mila). I donatori sono 112mila, mentre sono 18 i centri trasfusionali. Durante il Covid il calo era stato del 4-5%, ma soprattutto per le diverse attività cui venivano chiamati medici e infermieri.

"Un anno fa abbiamo avviato il progetto pilota che ci ha fatto aumentare del 5,4% le donazioni di sangue, anche se col plasma rimaniamo con qualche difficoltà, ma abbiamo scongiurato lo scenario di atrivare nel 2027 in parità tra domanda e riserve e abbiamo invertito la tendenza - aggiunge l'assessore regionale alla sanità, Luigi Genesio Icardi -. Abbiamo anche aperto un bando per trovare medici trasfusionali, così come è partito il percorso formativo per infermieri trasfusionali".

Al 31 maggio, inoltre, l’invio di plasma per emoderivati ha segnato un +8,2% rispetto al 2022, con l’obiettivo di incrementare la raccolta di 1700 chili su base regionale nel 2024.

La Mole illuminata (e lo rifarà)

Nella serata del 14 giugno, anche la Mole Antonelliana si è illuminata con colori speciali dedicati al tema della donazione del sangue. E tornerà a esserlo il 21.

"Saper fare rete, fra istituzioni ma soprattutto fra associazioni, è bello e utile - aggiunge Jacopo Rosatelli, assessore comunale di Torino -. Questo evento trasmette un significato di solidarietà disinteressata che forse mai come nella donazione del sangue si può esprimere". "Siamo felici che piazza Arbarello sta diventando la cornice degli eventi solidali, in città".

"Lavoriamo tutti insieme per il bene comune - sottolinea il presidente di Avis Torino, Lorenzo Ceribelli - e tutti sentono di fare qualcosa per aiutare la collettività e la cittadinanza".

Concorda la presidente  di Fidas, Floriana Pretto: "Sensibilizzare la popolazione per raggiungere l'autosufficienza è la missione che ci unisce. E ci sopportiamo anche in situazioni di difficoltà di personale: dai medici all'autista del trasporto". "Il sangue non serve solo per operazioni o eventi tragici, ma anche per garantire la vita quotidiana a chi ha necessità di trasfusioni", conclude.

Massimiliano Sciullo

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