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Politica | 09 febbraio 2024, 16:53

Giorno del Ricordo, Marrone attacca lo storico Gobetti in Sala Rossa. Ravinale (SE) replica: "Inaccettabile"

Il sindaco Lo Russo: "10 febbraio non deve essere occasione di divisione, ma di costruzione di un comune percorso"

Giorno del Ricordo, Marrone attacca lo storico Gobetti in Sala Rossa

Giorno del Ricordo, Marrone attacca lo storico Gobetti in Sala Rossa

"Il 10° febbraio non deve essere occasione di divisione, ma di costruzione di un comune percorso di diritti e democrazia. Il valore del ricordo, ma anche di temi come l'accoglienza ed integrazione, costruendo una società sulla pluralità e rispetto". Con queste parole il sindaco Stefano Lo Russo è intervenuto in Sala Rossa dove questo pomeriggio si è svolta la celebrazione istituzionale del Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo dei cittadini italiani dall'Istria da Fiume e dalla Dalmazia, delle vicende del confine orientale italiano.

Le polemiche

"La responsabilità ulteriore - ha aggiunto il primo cittadino, prima della consegna delle onorificenze - è quella di ribadire l'adesione piena a quei valori che ci rendono umani, quelli della nostra Costituzione repubblicana. Soprattutto in un tempo in cui rischiano di riemergere comportamenti divisivi".

E la commemorazione in Sala Rossa è stata segnata dalle polemiche: l'assessore regionale all'Integrazione Maurizio Marrone è tornato ad attaccare lo storico Eric Gobetti. Il viso dell'autore del saggio "E allora le foibe" ieri è finito su manifesti a firma "La Barriera", mentre stamattina si è svolto un presidio di Gioventù Nazionale contro di lui davanti al liceo D'Azeglio, dove Gobetti era stato fatto invitato a parlare.

"Il fatto - ha osservato Marrone - che siano proprio i più giovani a contestarlo, è segno che tanti anni di testimonianza a scuola degli esuli abbiano rafforzato le coscienze".

A replicare la capogruppo di Sinistra Ecologista Alice Ravinale, che chiarisce: "È gravissimo che l'assessore di Fratelli d'Italia Marrone partecipi, da un'aula istituzionale, alla messa alla gogna di uno storico serio quale è Eric Gobetti, che ad ogni Giorno del Ricordo è oggetto di minacce personali sempre più gravi".

"Da chi ricopre così alte cariche istituzionali - prosegue l'esponente della maggioranza - ci aspettiamo la difesa delle regole democratiche, non la rivendicazione delle intimidazioni nei confronti di studiosi. È inaccettabile".

A intervenire nel dibattito il capogruppo del M5S Andrea Russi, nella doppia veste di figlio di esuli. "Non appoggio nulla - chiarisce il pentastellato - di ciò che dice Gobetti". "E tra l'altro - aggiunge - a me spiace che il PD in Circoscrizione 5 inviti a parlare proprio il 10 febbraio, proprio nel giorno del Ricordo, una figura tanto divisiva per la nostra comunità". 

Il villaggio Santa Caterina

A prendere la Consigliera dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Comitato Provinciale di Torino Giulia Cnapich, che ha detto: "Mio nonno è di Pola e mia nonna è ancora residente nel villaggio Santa Caterina di Torino: si sono conosciuti durante l'esodo. Il compito di noi figli e nipoti è custodire e tramandare le vicende che oggi ricordiamo". "Ai profughi - ha concluso il vicepresidente del Consiglio Comunale Domenico Garcea - va un pensiero commosso: la loro angoscia e sofferenza non accadano mai più".

Al termine della commemorazione sono state consegnate diploma e medaglia ad Antonia e Silvana Bensa, in memoria del padre Michele. Nato a Gorizia il 31 marzo 1878, capostazione delle Ferrovie dello Stato, Michele Bensa fu catturato da partigiani slavi a San Pietro in Selve. 

Cinzia Gatti

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