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Cronaca | 29 febbraio 2024, 15:15

Lancio bici Murazzi, chiesta la conferma dei 14 anni di pena per il maggiorenne tra gli imputati

A seguito di questo episodio, il giovane studente siciliano Mauro Glorioso ha riportato lesioni gravissime. Udienza aggiornata al 19 marzo

Lancio bici Murazzi, chiesta la conferma dei 14 anni di pena per il maggiorenne

Lancio bici Murazzi, chiesta la conferma dei 14 anni di pena per il maggiorenne

Quattordici anni e senza attenuanti generiche. E’ la richiesta di pena avanzata nel corso del corso del processo che si sta celebrando con rito abbreviato dalla procura di Torino nei confronti del giovane maggiorenne accusato di aver fatto parte del gruppo che la sera del 21 gennaio dello scorso anno lanciando una bici dalla balaustra dei Murazzi aveva ferito in modo gravissimo lo studente siciliano Mauro Glorioso.

L'udienza aggiornata al 19 di marzo

All’udienza era presente anche il papà della vittima, Giuseppe Glorioso accompagnato dall’avvocato Simona Grabbi. L’udienza è stata aggiornata al 19 marzo per la discussione della difesa e delle parti civili. “La richiesta del pubblico ministero e’ stata abbastanza pesante - ha commentato all’uscita Luigi Tartaglino, avvocato dell’imputato - non tenendo conto di attenuanti la richiesta e’ stata di 21 anni per tentato omicidio ridotti per l’abbreviato a 14 senza concedere le attenuanti generiche ne’ dell’età e del comportamento processuale direi corretto del mio assistito. Certo il fatto e’ grave e le valutazioni sono diverse”, ha aggiunto l’avvocato riferendo che il giovane “è rimasto molto dispiaciuto”.

La difesa: "Richiesta molto pesante"

Sono fatti purtroppo del sabato sera - ha poi osservato il legale - purtroppo ci stiamo abituando a questi episodi perché forse non c’è più quel rispetto dei valori di un tempo e questo fa sì che i giovani vengono un po’ lasciati a se stessi e non si rendono conto tante volte di quello che fanno e delle conseguenze che possono cagionare le loro condotte. Ovviamente il papà della vittima esige giustizia, ma se uno è giovane e già lo stesso legislatore ritiene che la condizionale debba essere più ampia, perché è infra ventunenne vuol dire che la personalità non è ancora matura e questo, a nostro giudizio, deve incidere anche sulla valutazione della pena a fronte della gravità del fatto”.

I tre minorenni condannati a settembre

Per la medesima vicenda a settembre sono stati condannati in primo grado tre minorenni a pene variabili dai nove anni e nove mesi e sei anni e otto mesi e per loro il 6 marzo si aprirà il processo d’appello. Una ragazza, maggiorenne, sarà, invece, processata a dicembre con il rito ordinario.

redazione

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