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Eventi | 29 febbraio 2024, 16:40

Da Capitol Hill a Hong Kong: storie di Insurrezioni in mostra da Flashback [FOTO]

Tre racconti di attivismo tra giornalismo e fotografia che documentano momenti storici dagli anni ‘70 ad oggi. Appuntamento fino al 2 giugno

Da Capitol Hill a Hong Kong: storie di Insurrezioni in mostra da Flashback

Da Capitol Hill a Hong Kong: storie di Insurrezioni in mostra da Flashback

Dall’assalto a Capitol Hill alla rivolta di Hobg Kong passando per quella degli indiani di Wounded Knee. Tre storie di attivismo, tra giornalismo e fotografia che raccontano momenti storici ed episodi diversi, ma con un comun denominatore: l’insurrezione.

E Insurrezioni è proprio il titolo della mostra che raccoglie questi tre racconti da Flashback, in corso Giovanni Lanza 75. Fino al 2 giugno saranno visibili le foto scattate da Chris Suspect, Enrico Gili e il racconto documentaristico di Angelo Quattrocchi.

Park to Insurrection, curata da Jacopo Buranelli, è la mostra che racchiude gli scatti realizzati da Chris Suspect che in ordine cronologico, come una saga a capitolo, racconta gli step che hanno portato all’assalito a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, da parte dei sostenitori di Trump. Dall’Election Night di Trump, passando per quattro anni di proteste, per giungere fino al 6 gennaio e all’inaugurazione della legislatura di Biden. 

Ho partecipato alle manifestazioni contro Trump, ma anche alle riunioni dei suoi sostenitori. Credo sia giusto documentare entrambi i lati” spiega il fotografo. 

Quando Biden è stato eletto è stato il giorno in cui tutti hanno smesso di fare ogni cosa e sono andati a celebrare davanti alla casa bianca. Il 6 gennaio, questo umore è stato rovinato con il discorso di Trump che si è risolto in una marcia a Capitol Hill e le insurrezioni che ne sono seguite” racconta Suspect. “Nessuno sapeva quello che sarebbe successo, il che spiega la scarsa protezione da parte della Polizia. I sostenitori di Trump in pratica sono diventati violenti e hanno assaltato la Polizia. Se avevo paura? No. Quando ho avuto la sensazione di essere schiacciato dalla folla, è stato l’unico momento in cui ho davvero avuto paura”. 

Enrico Gili con Yellow Movement, curata da Patrizia Bottallo racconta l’esperienza degli “ombrelli gialli” avvenuta in due momenti, nel 2014 e nel 2019. Un simbolo di protesta pacifista che diventa atto rivoluzionario per chiedere il mantenimento di un sistema politico democratico. Il fotografo torinese, affetto dal morbo di Parkinson, è riuscito a catturare alcuni momenti salienti come il blocco delle strade da parte dei cittadini, ai famosi ombrelli con cui si proteggevano i manifestanti dai gas lacrimogeni.  

Per 15 anni ho vissuto a Hong Kong, sono venuto via durante il periodo del Covid. Le fotografie del 2014 sono più intime, le altre sono un po’ più violento. Con il progredire della malattia non mi sentivo sicuro a stare così vicino alle proteste e quindi sono fotografie scattate più lontane”. 

Angelo Quattrocchi WOUNDED KNEE Indiani alla riscossa, curata da Lapo Simeoni, raccoglie fotografie, documenti e testi dell’occupazione e della difesa di Wounded Knee, villaggio sperduto nella riserva indiana. Negli anni ‘70 i nativi iniziarono a ribellarsi per gli abusi subiti. Proteste che si sono trasformate in un’occupazione contro l’assedio degli americani. 

Settanta giorni documentati da Quattrocchi, in cui un pugno di indiani armati di qualche fucile si scontravano con la Polizia attrezzata di carri armati. “È stato il grande momento in cui gli indiani voltarono pagina è storia, buttandosi alla riscossa” scriveva nel suo libro Quattrocchi. “Da allora, combattono ancora per essere liberi”.

Per info: https://www.flashback.to.it/

Chiara Gallo

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