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Attualità | 05 marzo 2024, 07:04

Non solo ospedale, un referendum per dire no al cemento nelle aree libere di Torino: “Diciamo basta allo stupro del verde”

L'iniziativa, proposta dal Comitato Salviamo la Pellerina impegnato contro la costruzione del nuovo Maria Vittoria, ha avuto il supporto dei giuristi Ugo Mattei e Sergio Foà: presentato un esposto al Difensore Civico

persone sedute al tavolo

Un referendum per rendere inedificabili le aree libere di Torino: “Diciamo basta allo stupro del verde”

Diciamo basta allo stupro del verde”: con questo slogan, questa mattina è stata lanciato il referendum propositivo vincolante per rendere inedificabili le aree libere di Torino. A presentare la proposta è stato il Comitato Salviamo la Pellerina, da tempo impegnato per contrastare la costruzione del nuovo ospedale Maria Vittoria nell'area luna park del parco.

Il referendum

La proposta di referendum arriva forte di 1700 firme raccolte in un mese e segue la bocciatura, da parte dell'apposita Commissione Comunale, di un altro tentativo portato avanti sulla variazione del piano regolatore della Città per destinare l'area dell'ex acciaieria a verde e servizi sanitari con una bonifica totale dalle sostanze inquinanti: “Vogliamo - spiega il portavoce del comitato Giorgio Zimbaro – salvaguardare la città, e in particolare la Pellerina, contro una cementificazione che insidia il territorio, l'ambiente e gli ecosistemi. Le amministrazioni comunali non hanno mai rispettato gli impegni sul consumo di suolo, Torino è una delle città più inquinate di Italia e noi vogliamo prevenire lo sviluppo di malattie salvaguardando l'ambiente naturale”.

Il supporto dei giuristi Mattei e Foà e l'esposto

Contestualmente, i proponenti giudicano pretestuose le motivazioni presentate dalla Commissione, che ha giudicato inammissibile la proposta perché la materia non è di esclusiva competenza comunale. A dare manforte al gruppo di cittadini ci sono i giuristi Ugo Mattei e Sergio Foà, i quali hanno contribuito a presentare un esposto al Difensore Civico Regionale chiedendo di vigilare sul lavoro dei giudicanti: “Un istituto di grande importanza come il referendum - ha dichiarato Mattei – è stato beffato nella pratica da una piccola corte di burocrati. Lo Russo e la sua Giunta umiliano la partecipazione popolare usando la retorica dei beni comuni, la scelta deve essere giuridica e non politica”.

A rincarare la dose ci ha pensato anche Foà: “In questa vicenda - ha aggiunto – esistono gravi problemi di democrazia applicata, una regola dello stato violata dallo stato stesso. In più, si sceglie di devastare un parco andando contro tutti i divieti di consumo di suolo e si abbandona a se stessa un'area inquinata senza la volontà di bonificarla a spese di chi quell'inquinamento l'ha provocato”.

Marco Berton

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