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I corsivi di Virginia | 18 aprile 2024, 08:00

Siamo solo suoni

Impariamo ad ascoltare e non solo a sentire

Siamo solo suoni

Iniziamo a definire cos’è il suono. Scorrendo sul dizionario alla parola suono leggiamo che esso è una sensazione acustica che presenta tre caratteri precisi, quali altezza, intensità e timbro. Il vocabolario ci dice ancora che questa sensazione acustica è determinata dalle onde sonore emesse da una sorgente che, propagandosi in aria o in qualunque mezzo elastico, giungono all’orecchio e vengono trasmesse al timpano.

A sua volta il suono, che viaggia nell’aria attraverso forme di onde, si distingue per queste qualità: la frequenza, l’ampiezza, l’intensità, la tonalità e la durata.

Letto così non sembra una definizione immediata. Cerchiamo di semplificare ancora di più. L’essere umano riesce ad udire suoni con frequenze comprese trai i 20 hz e i 20.000 hz. I suoni alti sono quelli più acuti che hanno una frequenza più alta, ad esempio un fischio e quando cantiamo suoni acuti, la voce sembra essere in testa. I suoni bassi sono quelli più gravi e hanno la frequenza più bassa, ad esempio il rumore di un tuono.

Noi esseri umani però non ascoltiamo solo con l’udito e usiamo tutti i nostri sensi per prestare attenzione a ciò che ci viene detto.

Tutto il mondo consiste in una vibrazione e l’ascolto in tutte le sue dimensioni è quello che ci consente di esserne consapevoli perché una cosa è udire o sentire e una cosa è ascoltare. Il suono ad esempio è il mezzo fondamentale attraverso il quale si esprime la musica perché le vibrazioni così prodotte e trasmesse sotto forma di onde sonore, diventano suono quando raggiungono il nostro orecchio e, trasformate in impulsi nervosi, vengono recepite come sensazione uditiva.

Proviamo ad andare oltre. Qual è la differenza tra sentire ed ascoltare? Il verbo sentire deriva dal latino sĕntire e si riferisce al percepire con i sensi o con l’intelletto. Sentire implica avvertire sensazioni, impressioni e stimoli sia interni che esterni attraverso i sensi (come il tatto, l’udito, la vista, il gusto e l’olfatto). Ad esempio, quando sentiamo un rumore o vediamo qualcosa, stiamo sentendo.
Sentire può anche significare comprendere, giudicare o formare un’opinione (ad esempio, quando sentiamo una notizia).

Il verbo ascoltare invece deriva dal latino auscultare (con radice auris, orecchio) e si riferisce a prestare attenzione all’udito con impegno e concentrazione. Ascoltare coinvolge solo il senso dell’udito. Quando ascoltiamo, cerchiamo di comprendere ciò che ci viene detto e prestiamo attenzione al messaggio. Ascoltare è anche un atto di comunicazione: quando siamo impegnati a captare e decifrare un messaggio specifico, siamo in dialogo con l’altro e stiamo comunicando. In breve, sentire riguarda l’esperienza sensoriale e la percezione, mentre ascoltare implica un’attenzione attiva e un impegno nell’udire e comprendere. Quindi, quando diciamo “Ti ascolto”, stiamo dicendo più di “Ti sento” – stiamo comunicando e cercando di capire con attenzione.

Sono tutte una serie di riflessioni prese qua e là per introdurre il discorso uditivo legato alla capacità di ascoltare e alla capacità dello stesso suono di guarire.

Il Dott.Vincenzo Chiodo, specialista in otorinolaringoiatria, ha fatto della capacità uditiva una filosofia più olistica che arriva a coinvolgere capacità di guarigione più sottili e più complete, se vogliamo parlare di visione olistica a 360°.

Dott. Vincenzo Chiodo iniziamo con una prima domanda tecnica legata alla sua specialità su quali sono i rumori dannosi per l’udito a cui dobbiamo fare attenzione?

“Di certo dobbiamo fare attenzione a quei suoni di soglia pari o maggiore del fastidio che viaggia mediamente a 85hz, che si abbassa in caso di cocleopatia (l’alterazione o il blocco della trasmissione del segnale sonoro). 

Altri rumori dannosi per il nostro udito sono quelli ambientali persistenti per molto tempo perché affaticano l’orecchio, come ad esempio in un bar il continuo sbattere dei cucchiaini mentre servono il caffè.”

L’insieme di suoni e vibrazioni mi ha più volte detto, produce musica. Come è possibile influenzare il cervello e il corpo solo tramite l’ascolto di note musicali?

I nostri neuroni sono facilmente influenzati per risonanza dalle frequenze che li raggiungono (specchio). Questo giustifica il nascere della musicoterapia.

E’ scientificamente provati che le mucche a cui vengono fatte ascoltare le musiche di classici come Mozart, producono il 25% di latte in più. La stessa cosa vale per i campi di mais e frutteti: se nell’aria “spargiamo” note musicali di questa frequenza, produrremo maggiore quantità e migliore qualità. Incredibile ma vero. Ciò significa che i rumori creano distorsioni che generano varie alterazioni strutturali nella materia organica, per cui suoni in armonia con le frequenze originali dell’organo malato. dovrebbero o potrebbero guarirlo o quanto meno riarmonizzarlo. La scienza che studia come il suono modifica la materia va sotto il nome di Kimatica da kima onda.”

Dott. Chiodo lei ha sempre affermato che tutto nello spazio e nel tempo è in costante stato di vibrazione e che lo stato di vibrazione più elementare è quello del suono.

“Forse è più corretto dire che il suono è una forma di energia che ha una sua singolare velocità in ragione del momento elastico del mezzo che attraversa.”

In molti ospedali e altre strutture hanno incorporato la musica come elemento prezioso nel trattamento di un trauma e di altre malattie comuni, dimostrando che l’uso del suono può velocizzare la guarigione dei pazienti.

“Come è noto, gli esseri viventi sono fatti per prima cosa di acqua, per cui credo che, se immersi in acqua che è messa in vibrazione, dia suoni armonici piacevoli che per risonanza possono far guarire. L’esempio più conosciuto di uso di queste tipo di onde, lo vediamo applicato alle terapie sonore orientali con l’uso delle campane tibetane o dei gong, i mantra. Parlando delle campane tibetane, gli effetti dell’esposizione alla vibrazione di questo strumento, sono percepibili anche dopo una o due settimane. Chi le usa afferma che ascoltandone il suono, anche solo per pochi minuti, riceva una sensazione di rilassamento e di chiarezza mentale. Oggi una scuola di pensiero parla di utilizzare la musica che si basa su 432 hz, perché dà sensazioni di pace, energia e guarigione. Si dice proprio che questa frequenza 432 hz è la frequenza dell’universo e risuona con il suono della terra, riequilibrando il nostro organismo.”

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Virginia Sanchesi

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