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Cronaca | 20 maggio 2024, 13:31

Cancelli aperti e lezioni in presenza al Politecnico occupato: torna la calma dopo un weekend di tensione

Dopo la manifestazione di sabato, reciproche accuse tra il rettore Corgnati e gli studenti per una porta rotta: "Nessuna violenza"

Cancelli aperti e lezioni in presenza al Politecnico occupato: torna la calma dopo un weekend di tensione

Dopo un fine settimana di tensione, torna la calma al Politecnico di Torino. L'occupazione continua - una settimana oggi - ma da questa mattina sono riprese le lezioni in presenza e i cancelli sono aperti, senza controlli da parte della sicurezza. Venerdì scorso il rettore Stefano Corgnati aveva predisposto lezioni online e accesso all'istituto previa riconoscimento col badge del Politecnico. Sabato, in occasione dalla manifestazione in centro città in memoria della Nakba palestinese, era stata prevista un'apertura serale per permettere agli studenti di rientrare dopo aver partecipato al corteo.

Ma, come spiegato da Sofia, studentessa del Politecnico, a causa di 30 minuti di ritardo ai 40 circa studenti non è stato permesso l'accesso. Dopo aver trovato un ingresso aperto e non sorvegliato, i ragazzi sono riusciti a raggiungere il cortile dell'Ateneo e le proprie tende, per passare la notte.

Da qui lo scontro col rettore: Corgnati ha inviato un comunicato tramite la mail d'istituto a tutti gli studenti, parlando di "grave infrazione, con effrazione di uno degli ingressi e l’irruzione di circa quaranta manifestanti estranei al Politecnico".

Nella versione data dal rettore, sabato è stato permesso l’accesso tra le ore 18:00 e le ore 19:30 agli studenti che avevano partecipato alla manifestazione, ma - si legge nel comunicato - "dalle ore 18:30, un gruppo di circa quaranta manifestanti estranei al Politecnico di Torino si è radunato fuori dai cancelli, pretendendo di avere comunque accesso alla sede. Poco prima delle 22:00, i quaranta estranei, spostatisi verso l’accesso laterale di Corso Einaudi, ne hanno forzato e sfondato il portone di ingresso, che era chiuso, introducendosi in seguito all’effrazione all’interno dell’Ateneo. Questo è un atto di violenza contro l’Ateneo che non ha nulla a che fare con la libertà di manifestare, né tantomeno con la comunità studentesca del Politecnico di Torino. [...] A seguito di questi ultimi gravi fatti, è un’occupazione da parte di individui per la stragrande maggioranza esterni al Politecnico di Torino". 

Gli studenti hanno criticato questa descrizione, che secondo loro punta solo a dividere la comunità studentesca facendo passare gli occupanti per violenti ed esagerando l'impatto e la presenza di esterni al Politecnico. La porta, inoltre, non si sarebbe rotta per un'azione violenta ma proprio nel tentativo di chiuderla, per garantire la sicurezza degli studenti in tenda. "Dopo due ore di mediazione, gli studenti fuori hanno trovato una porta laterale aperta e sono entrati - continua Sofia -. Nessuna porta è stata sfondata, si è rotta cercando di richiuderla, non c'è stata nessuna violenza".

"Rispediamo al mittente le accuse di infiltrazioni esterne - la risposta dei collettivi Cambiare Rotta, After Polis, Cua e Studenti Indipendenti - Questa protesta è sempre stata pacifica. Questa situazione, ora strumentalizzata per additarci come violenti, è stata creata in primis dal rettore".

Francesco Capuano

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