/ Cultura e spettacoli

Cultura e spettacoli | 22 luglio 2018, 19:40

Gianfranco Falzoni, l’uomo che salvò la Reggia: “Venaria? Un miracolo”

È il presidente dell’Associazione Venariese Tutela Ambiente: nel 1958 impedì la demolizione della Reggia, allora fatiscente, e oggi commenta il milione di ingressi raggiunti lo scorso anno

Gianfranco Falzoni, l’uomo che salvò la Reggia: “Venaria? Un miracolo”

“Io dico che è un miracolo”. Gianfranco Falzoni non riesce a usare un’altra parola per definire il successo raggiunto dalla Reggia di Venaria nel 2017, che secondo l’Osservatorio Culturale del Piemonte ha superato il milione di ingressi, una bella fetta dei 6,5 totali.

È vero, nei primi quattro mesi del 2018 c’è stato un calo di circa il 7%, così come nel resto del Piemonte, ma per il momento, guardando all'intero 2017, la Reggia è cresciuta di oltre il 5% rispetto al 2016. Un risultato importante che, sessant’anni fa, sarebbe stato impossibile.

Anzi, avrebbe persino rischiato di non esistere. “Abbiamo impedito l’abbattimento della Reggia nel 1958 – ha raccontato Falzoni – che era cadente, la città voleva espandersi e costruire lì. All’epoca un consigliere, Gino Vanzi, mi chiese di parlare con il Soprintendente, Umberto Chierici, che era un mio paziente”. Falzoni faceva il medico, ora è in pensione e gestisce il bookshop della Venaria Reale con gli altri volontari di AVTA (Associazione Venariese Tutela Ambiente), che presiede.

Ma quando esercitava, tra i pazienti di Falzoni c’era proprio il Soprintendente dei Beni artistici e archeologico, Umberto Chierici, che il medico interpellò per metterlo a conoscenza delle intenzioni del Comune di Venaria. Quella che, vista oggi, appare come una follia. “Chierici – ha raccontato Falzoni – conosceva Giovanni Spadolini, con il quale parlò di questa situazione. Fu proprio Spadolini a far nascere la nostra associazione, all’inizio composta da tre persone, con la quale ottenemmo la gestione degli spazi della Reggia”.

Ci è voluto molto tempo, in realtà, ma anche molta passione e molta pazienza. Il Comune tornò sui suoi passi e preferì espandersi in un’altra direzione, lasciando “in pace” la Reggia. Mancavano, però, i soldi per rimetterla in piedi. I volontari dell’associazione si occupavano dellepiccole manutenzioni, della pulizia e organizzavano anche visite guidate ed eventi. Ma serviva qualcosa di più.

Si arrivò, così, al 1990, con l’apertura di un cantiere per le prime manutenzioni importanti. “Nel 1995 – ha aggiunto Falzoni – venne a Venaria l’amministratore delegato di Seat Pagine Gialle. Lo portai alla Reggia, lui scattò una foto che l’anno dopo diventò la copertina dell’elenco telefonico. Ricordo che Piero Fassino la vide e venne a visitarla, poi portò Walter Veltroni, che a fine 1996 fece nascere un comitato pro-Reggia. Fu il presidente della Regione, Enzo Ghigo, a trovare i primi fondi europei con cui partì il progetto Venaria nel 1997, che portò all’apertura ufficiale nel 2007”.

E da lì è storia recente, ma tutto quello che c’è stato prima, difficilissimo da riassumere in poche righe, è impresso nella memoria di Gianfranco Falzoni. “In totale – ha concluso – c’è stato uno stanziamento di 250 milioni di euro. Ogni volta che arrivo qui, al bookshop, e ricordo com’era prima, penso al miracolo Venaria”.

Paolo Morelli

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium