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Politica | 03 giugno 2019, 11:54

Il M5S Torino sfida Salvini: "Codice identificativo alle forze dell'ordine"

Questa mattina il consigliere pentastellato Aldo Curatella ha depositato a sua prima firma un'ordine del giorno, sottoscritto da una decina di colleghi, che chiede alla "Città di Torino di firmare la petizione di Amnesty International"

Il M5S Torino sfida Salvini: "Codice identificativo alle forze dell'ordine"

Da Torino il M5S sfida Matteo Salvini: "si metta il codice identificativo alle forze dell'ordine". Questa mattina il consigliere pentastellato Aldo Curatella ha depositato a sua prima firma un'ordine del giorno, sottoscritto da una decina di colleghi, che chiede alla "Città di Torino di firmare la petizione di Amnesty International per l'introduzione dell'identificativo alfanumerico individuale dei singoli agenti delle Forze di Pubblica Sicurezza durante le operazioni di ordine pubblico". 

Una proposta che arriva a pochi giorni dal pestaggio del giornalista di Repubblica Genova Stefano Origone, che durante una manifestazione di CasaPound è stato colpito violentemente dagli agenti della Questura e preso a calci mentre si trovava a terra. La Procura ha aperto un'indagine per lesioni aggravate. A Torino alcuni consiglieri del M5S hanno poi aspramente criticato la gestione dell'ordine pubblico al corteo del 1° Maggio, dove si sono registrate cariche della Polizia. 

Il documento chiede inoltre alla Presidente del Senato di riavviare l'iter del DDL n.803 del 6 giugno 2013 - fermato il 16 febbraio 2016 in Commissione Affari Costituzionali dall'allora Ministro dell'Interno Angelino Alfano - "affinché si proceda in tempi rapidi a una sua approvazione per introdurre anche in Italia (come in Francia, Germania, Regno Unito, Grecia, Belgio, Olanda ndr) il Codice Identificativo individuale per gli agenti delle Forze di Pubblica Sicurezza".

"Io spero - commenta il consigliere del M5S Aldo Curatella - che anche la minoranza del Comune di Torino sia sensibile al tema, alla luce dei recenti avvenimenti, e sottoscriva questo atto, votando a favore in Consiglio Comunale".

Negli scorsi giorni il Ministro dell'Interno Matteo Salvini si era detto contrario a questa proposta, dicendo "il mio obiettivo non è mettere il numero sui caschi dei poliziotti che sono già abbastanza facilmente bersagli dei delinquenti anche senza il numero in testa".

A condividere la posizione del vice-premier il capogruppo comunale della Lega Fabrizio Ricca, per cui il "codice identificativo è uno strumento non oggettivo che rischia soltanto di inibire gli agenti che stanno lavorando, rendendoli possibili vittime di calunnie inventate dai professionisti della violenza che spesso manifestano nelle nostre città".

Per l'esponente del Carroccio" sarebbe diverso dotare gli agenti di telecamere personali, che indossate riprenderebbero oggettivamente il loro operato, così come il comportamento dei manifestanti".

Cinzia Gatti

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