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Viabilità e trasporti | 17 gennaio 2020, 18:52

Blocchi antismog, a Torino il traffico cala del 4% rispetto allo scorso venerdì

Rispetto a un anno fa, il traffico veicolare è calato del 14%: in quella giornata però non erano in vigore le misure emergenziali

Blocchi antismog, a Torino il traffico cala del 4% rispetto allo scorso venerdì

Il semaforo viola ferma le auto a Torino e il traffico, seppur lentamente, cala: nella giornata di oggi infatti, con l'orario esteso dalle 7 alle 20 e il divieto alla circolazione anche per i Diesel Euro 5 immatricolati dopo il 1° gennaio 2013, il traffico è calato solamente del 4% rispetto allo scorso venerdì.

A rivelare i dati è 5T, che ha comunicato le rilevazioni effettuate sino alle ore 18. Il traffico, pur non essendo calato drasticamente rispetto a una settimana fa quando era comunque attivo il semaforo rosso, è invece notevolmente diminuito se paragonato a un anno fa: rispetto venerdì 18 gennaio 2019, giornata in cui non erano in vigore le misure emergenziali antismog, il traffico 5T ha rilevato il 14% in meno di veicoli in strada.

L'appello ai cittadini del Comune di Torino "di utilizzare la propria auto solo in caso di assoluta necessità e di tenere a 19 gradi il livello del riscaldamento" non sembra essere stato recepito dai tanti automobilisti che hanno preferito comunque prendere l'auto per andare a lavoro o eseguire le proprie commissioni. La riduzione di vetture per le strade torinesi, in ogni caso, c'è stata.

Intanto, oggi pomeriggio, nel corso della riunione del Tavolo di coordinamento metropolitano sull'applicazione del Protocollo padano, l'assessore all'Ambiente della Città  di Torino Alberto Unia ha evidenziato che "è importante sottolineare come i dati confermino che le azioni intraprese sui veicoli e sul traffico negli ultimi anni abbiano portato a risultati certificati dalla  costante diminuzione, nel tempo, delle emissioni degli agenti inquinanti", confermando di fatto la necessità di procedere con lo stop alle auto. 

"Tanto è stato fatto a Torino, ma - ha sottolineato Unia - concordo sul fatto che sia importante agire anche su altre fonti di inquinamento, come quelle prodotte dagli impianti termici, e sono favorevole a tutte le azioni proposte e finalizzate a migliorare la qualità dell'ambiente urbano e a tutelare la salute dei cittadini".

Barbara Azzarà, consigliera con delega all’ambiente della Città metropolitana di Torino ha invece commentato così il vertice di oggi: “E’ stato un incontro molto proficuo con la Regione, i Comuni, l’Arpa ed i tecnici delle varie amministrazioni. Abbiamo adottato un metodo comune di lavoro non solo sulle misure da prendere ma anche, cosa importantissima, sulla comunicazione che deve raggiungere direttamente o attraverso i mezzi di comunicazione tutti i cittadini, i quali devono sapere che cosa stiamo facendo per la loro salute".

Al tavolo, oltre agli amministratori dei 33 comuni che rientrano nel protocollo dell'accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento della qualità dell'aria nel Bacino Padano, sono anche intervenuti l’assessore all’ambiente della Regione Piemonte Matteo Marnati, il direttore generale di Arpa Piemonte Angelo Robotto e i rappresentanti dell’Agenzia per la Mobilità Piemontese.

Nel prossimo incontro, già programmato per il mese di marzo, si approfondiranno i temi legati all’evoluzione del protocollo padano per l’inverno 2020-2021, all’avvio della limitazione strutturale dei veicoli diesel euro 4 ed il conseguente adeguamento delle misure emergenziali. Torino e il Piemonte provano a combattere l'emergenza smog. 

Redazione

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