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Estate 2020 ad Abano Terme: intervista al sindaco Federico Barbierato

Salute e natura, cultura ed enogastronomia: sono questi i pilastri della proposta a "Km 0" del Comune di Abano Terme per l'estate 2020. Che tipo di vacanza verrà offerta? Come verranno accolti i turisti? Ne parliamo con il sindaco, Federico Barbierato

Pubblicato da Torino Oggi su Martedì 5 maggio 2020

Pinerolese | 03 giugno 2019, 18:59

Ritorsioni dei Genovesio dopo le elezioni di Cavour? “C’è un clima diffamatorio, chi dice bugie deve chiedere scusa”

Una serie di episodi sta facendo discutere il paese: dai buoni pasto promessi e ritirati alla Pro loco alla disdetta del contratto d’affitto di un volontario dell’associazione, passando per i pranzi annullati

Ritorsioni dei Genovesio dopo le elezioni di Cavour? “C’è un clima diffamatorio, chi dice bugie deve chiedere scusa”

Buoni pranzo ritirati all’ultimo, pranzi annullati in fretta e furia e persino la disdetta di un contratto di affitto. Sono una serie di episodi capitati dopo il 26 maggio, data delle elezioni comunali, che hanno visto Sergio Paschetta vincere in maniera schiacciante su Giovanni Genovesio. E protagonista di questi fatti è proprio la famiglia Genovesio, titolare della prestigiosa e storica Locanda La Posta e di una serie di attività imprenditoriali nel campo della ristorazione e dell’accoglienza. Tant’è che a Cavour la voce di una ritorsione per il risultato punitivo delle elezioni non ha tardato a farsi largo e a circolare con insistenza, visto che i fatti si sono inanellati dalla sera di lunedì 27, quando si sono conosciuti i risultati elettorali.

Gli ingredienti che l’hanno alimentata sono diversi. Intanto i quattro buoni pasto per la Locanda La Posta promessi alla Pro Cavour per la Pedala Cavour di domenica 2 giugno e ritirati a sorpresa a pochi giorni dalla manifestazione.

Un fatto che ha stupito non poco, visto il sostegno che negli anni la famiglia ha sempre garantito alle iniziative di promozione del paese. La sera di lunedì 27, poi, è stato disdetto il pranzo per il raduno interregionale dei Fanti, che si teneva domenica 9 giugno: 200 persone hanno rischiato di stare senza cibo, salvo poi tamponare in extremis perché Giovanni Genovesio ha indicato loro di rivolgersi a un altro ristoratore cavourese, che ha trovato una soluzione con un catering fuori paese. Inoltre è stato annullato anche il pranzo comunitario dell’oratorio, che per tradizione era offerto dalla famiglia di imprenditori. Infine un volontario della Pro loco ha ricevuto una disdetta d’affitto, dopo 42 anni che era affittuario dei Genovesio.

In molti hanno pensato che fosse una punizione analoga a quella dei biglietti ritirati per la Pedala Cavour, visto che in Pro loco opera l’ex sindaco Giulio Brarda, suocero di Paschetta. E di questo ne è convinto anche il volontario che commenta: "Il contratto mi scadeva a fine dicembre e all’inizio del prossimo anno avrei lasciato l’alloggio per trasferirmi, ma quella raccomandata di disdetta non me l’aspettavo proprio, mi ha messo molta amarezza... dopo tutti questi anni in cui ho pagato sempre l’affitto".

Genovesio si difende parlando di un clima di veleni che continua dalla campagna elettorale: “Non sono io ad avvelenare i pozzi, è una follia post campagna elettorale, gli attacchi denigratori devono finire”. Come spiega però gli episodi che hanno alimentato la voce di una ritorsione? “Per esempio, per il pranzo dei Fanti, avevamo tre cuochi non disponibili e abbiamo dovuto fare una scelta – risponde –. Mentre per la questione dell’alloggio si tratta di una semplice disdetta che dovevamo mandare entro fine maggio, come preavviso. Inoltre sapevamo che la persona aveva già individuato una nuova casa. Non ci permetteremmo mai di lasciare senza tetto qualcuno”.

Dopo i tentativi di chiarimento, parte il contrattacco: “Stanno girando favole come quella che stiamo licenziando i nostri dipendenti di Cavour e va detto che non è così. È addirittura uscita la voce che avrei picchiato il nuovo sindaco – incalza, puntando il dito contro i rivali alle elezioni Comunali –. Io auguro buon lavoro al nuovo primo cittadino, ma esigo rispetto per la mia famiglia e delle scuse ufficiali. Chi ha portato avanti questa campagna di diffamazione deve riflettere, perché la campagna elettorale è finita e, per di più, le bugie sul nostro conto non hanno nulla a che vedere con la politica”.

Cosa ribatte Paschetta? “È stata una campagna elettorale corretta e nei nostri incontri non abbiamo mai attaccato nessuno a livello personale, abbiamo solo messo in discussione delle scelte della precedente amministrazione. Questo clima ha sorpreso negativamente anche noi, ma non siamo stati di certo noi a crearlo”.

Marco Bertello

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