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Scuola e formazione | 10 gennaio 2020, 07:10

Torino, gli studenti del Politecnico chiedono più finanziamenti per l'Università

Nella giornata della mobilitazione indetta a livello nazionale dai “Ricercatori determinati” di Pisa, si è svolta un'assemblea pubblica per chiedere maggiori investimenti nell'istruzione pubblica

Torino, gli studenti del Politecnico chiedono più finanziamenti per l'Università

Le dimissioni del ministro dell'istruzione Lorenzo Fioramonti continuano a far discutere, anche a Torino. Così, nel giorno della mobilitazione indetta a livello nazionale dai “Ricercatori determinati” di Pisa, gli studenti del Politecnico si sono ritrovati in assemblea per discutere delle problematiche legate all'università italiana chiedendo maggiori risorse; l'incontro è stato organizzato dal collettivo Alter.POLIS in collaborazione con il sindacato FLC CGIL Piemonte.

A preoccupare maggiormente i futuri ingegneri sono gli scarsi investimenti nel settore universitario: “Cinque milioni di euro per il Fondo di Finanziamento Ordinario – ha spiegato Marco Rondina di Alter.POLIS – e trenta per il diritto allo studio sono totalmente insufficienti a garantire un rilancio del sistema e ad affrontare tematiche di fondamentale importanza come la carenza di docenti: per quanto riguarda quest'ultimo punto, in particolare, la media italiana è di 1 a 80 contro quella europea di 1 a 16”. “In Italia - ha aggiunto il rappresentante del senato accademico Bruno Mattia Codispoti – esiste anche un problema di accessibilità: le tasse universitarie, infatti, sono tra le più alte”.

Allarmanti anche i dati, che vedono l'Italia agli ultimi posti in Europa per risorse destinate all'università: “Siamo al ventisettesimo posto - hanno commentato Antonio Grassedonio e Luisa Limone di FLC CGIL – davanti alla Bulgaria e negli ultimi dieci anni abbiamo perso un miliardo e mezzo di euro; i docenti di ruolo, inoltre, sono diminuiti del 20% e i tecnici del 29. L'accesso all'istruzione resta un diritto fondamentale: per questo chiediamo un'inversione di tendenza che consenta all'Italia di assestarsi sulle medie europee”.

Marco Berton

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