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Cronaca | 03 luglio 2020, 10:45

Tav, flash mob di Rifondazione Comunista fuori dalla Regione: “Opera dannosa e inutile, va fermata” [FOTO e VIDEO]

Il segretario provinciale Ezio Locatelli : “Basta prendere per i fondelli i cittadini, si difenda davvero l’ambiente e si costruiscano scuole e ospedali”

Tav, flash mob di Rifondazione Comunista fuori dalla Regione: “Opera dannosa e inutile, va fermata” [FOTO e VIDEO]

Mentre nella sede della Regione il presidente Alberto Cirio incontra i rappresentanti del mondo produttivo territoriale per la nomina da parte del Governo dei commissari straordinari per il completamento delle grandi opere strategiche, in piazza Castello è un convinto “no” alla Tav quello urlato a squarciagola dai manifestanti di Rifondazione Comunista.

A guidare il flash mob il segretario provinciale Ezio Locatelli che, dopo il pronunciamento negativo della Corte dei Conti dell’UE e del sindaco di Lione, torna a ribadire la propria contrarietà all’Alta Velocità in Val Susa:  “I cittadini non devono essere presi per i fondelli: il pronunciamento della Corte dei Conti dell’UE va tenuto in considerazione. Il fatto di aver detto che il progetto è costosissimo, basato su stime di traffico sovrastimate di otto volte rispetto ai flussi reali e che qualora venisse realizzato produrrebbe un grandissimo inquinamento climalterante con l’emissione di oltre 10 milioni di tonnellate di Co2 non può passare inosservato”.

“La Tav va fermata. Si prenda una pausa di riflessione, non si può proseguire a prescindere: in fase di pandemia ci hanno detto che bisognava attuare ripensamento di molte scelte, scelte rispettose dell’ambiente ma si sta facendo l’esatto contrario. Si sta facendo un disastro” prosegue Locatelli, tirando in ballo anche le scelte da effettuare post pandemia.

Per Rifondazione Comunista, non vi sarebbe poi un problema occupazionale se l’opera dovesse saltare. Anzi. Gli stessi sforzi economici potrebbero essere destinati altrove: “Si può creare occupazione difendendo l’ambiente, costruendo scuole, ospedali, producendo beni socialmente utili”. Una voce che arriva sino agli uffici del presidente Cirio, ma le finestre risultano chiuse: la volontà di andare avanti con la grande opera è chiarissima, al di là delle proteste. 

Andrea Parisotto

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