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Scuola e formazione | 14 settembre 2020, 12:04

Liceo Volta, studenti e genitori scrivono una petizione e si dicono "perplessi" sulle regole decise dalla scuola

Dubbi sulla proposta della dirigente scolastica per la didattica e per la gestione dell'emergenza Covid

Liceo Volta, studenti e genitori scrivono una petizione e si dicono "perplessi" sulle regole decise dalla scuola

Studenti e genitori insieme per contestare la linee guida dettate dalla scuola per la ripresa dell'attività didattica. Succede al liceo Volta di Torino, dove è stata firmata una petizione a riguardo.

"Abbiamo deciso di firmarla - spiegano studenti e genitori - dopo aver letto le regole che la scuola si è data per la ripresa delle lezioni, a seguito di un'assemblea online molto partecipata. Esprimono forti perplessità e chiediamo che sia garantita una didattica di qualità e la sicurezza nell'accesso e nella permanenza a scuola. Esprimiamo preoccupazione per i percorsi di apprendimento e le possibili ripercussioni di ciò sulle carriere future degli studenti della scuola anche alla luce di come altri istituti scolastici si sono organizzati per fare fronte all'emergenza sanitaria".

In particolare, nella petizione si chiede:

1) che venga garantita la continuità nell’insegnamento e quindi la presenza di tutti in classe e, solo ove questo non sia possibile, che venga garantita comunque la didattica a chi non potrà essere presente a scuola attraverso la trasmissione online in simultanea della lezione. Qualora necessario, che venga potenziata la rete internet della scuola investendo i fondi che la scuola ha ricevuto dal Ministero per l’emergenza Covid e, eventualmente, i fondi del contributo volontario.

2) che le verifiche vengano svolte da tutta la classe in contemporanea utilizzando l’aula magna in modo da evitare recuperi di verifiche nelle ore di lezioni con ulteriore perdita di ore di spiegazione.

3) che i banchi vengano sanificati ogni giorno in modo che non ci sia la necessità di avere un banco assegnato per ciascuno studente per tutto l’anno, cosa tra l’altro impossibile in un sistema di rotazione in cui i banchi in aula sono minori del numero degli studenti per classe

4) una rimodulazione degli orari perché ritengono che l’orario 9-15 senza un intervallo per pranzare sia estremamente penalizzante, soprattutto per le materie insegnate nelle ultime ore di lezione e per chi abita lontano dalla scuola.

5) che si trovi una soluzione per consentire agli studenti di parcheggiare biciclette e monopattini in luoghi sicuri dai furti e sufficientemente ampi. In un’epoca in cui si parla di mobilità sostenibile e in un momento storico in cui il sistema di trasporto pubblico è sotto stress a causa dei vincoli di capienza ridotta e in cui il rischio di contagio in ambienti sovraffollati è alto, la scuola dovrebbe farsi promotrice di forme di trasporto ecologiche e sicure per i suoi studenti.

6) che almeno in una prima fase sia garantita flessibilità nell’accettare gli studenti che dovessero arrivare a scuola in ritardo perché ci sarà bisogno di qualche giorno per capire i tempi di percorrenza con i mezzi pubblici a capienza ridotta.

7) che la dimenticanza occasionale da parte dei genitori di misurare la febbre ai figli e di riportarla sul diario non abbia conseguenze disciplinari per gli studenti e che la temperatura venga misurata a scuola qualora non ci sia la certificazione.

redazione

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