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Attualità | 16 settembre 2020, 17:25

Non solo Fridays for future, Extinction Rebellion si presenta a Torino: "Disobbedienza civile per salvare il pianeta" [FOTO e VIDEO]

La sezione locale del movimento nato in Inghilterra è in presidio temporaneo in Piazza Castello: in programma per venerdì, dalle 15, un'azione per sensibilizzare i media sull'emergenza climatica

Non solo Fridays for future, Extinction Rebellion si presenta a Torino: "Disobbedienza civile per salvare il pianeta" [FOTO e VIDEO]

“Disobbedienza civile non violenta per salvare il pianeta”: è questo il credo di Extinction Rebellion, movimento di sensibilizzazione sull'emergenza climatica e ambientale nato due anni fa in Inghilterra e sbarcato da qualche tempo anche a Torino.

La sezione locale del gruppo è attualmente in presidio temporaneo in Piazza Castello per presentarsi alla cittadinanza con una serie di iniziative: “Vogliamo – spiega Delfina – fare pressioni sui governi affinché trattino questa crisi come tale, ne va del nostro futuro e di quello delle generazioni successive: non vogliamo che i nostri figli vivano con l'ansia della sopravvivenza, dobbiamo fare qualcosa”.

Pur condividendo le stesse finalità, Extinction Rebellion si differenzia da Fridays for Future per le modalità: “Riteniamo - spiega Delfina – che manifestare non sia sufficiente, per questo adottiamo una strategia diversa per attirare l'attenzione su queste problematiche: utilizziamo la musica e l'arte in generale per realizzare azioni dirompenti. Il presidio ha l'obiettivo di fare rete attraverso presentazioni, formazione, rigenerazione musicale e meditazione”.

L'altro target degli attivisti è rappresentato dai media: “Venerdì 18 dalle ore 15 - annuncia Pedro – faremo una grande azione di disobbedienza civile spettacolare con un flash mob al quale abbiamo invitato anche i direttori dei giornali. A loro, che hanno il potere e la responsabilità di tessere narrazioni in grado di influenzare la percezione del mondo, chiederemo di dire la verità sulla crisi climatica ed ecologica che stiamo vivendo”.

A essere messa in discussione non è solamente la qualità dell'informazione ma anche la quantità, in contrapposizione a grandi testate internazionali come il The Guardian: “Il tema – conclude – ci sta molto a cuore, soprattutto perché sui media italiani solo l'1,3% di tutti gli articoli pubblicati parla dell'argomento in modo adeguato: tutto questo dimostra la gravità della situazione e quanto ci sia bisogno di parlarne”. 

Marco Berton

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