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Cronaca | 25 gennaio 2021, 06:57

Borgo Dora, lettera minatoria alla promotrice della pedonalizzazione: "Sono diventata il capro espiatorio"

La proposta dell'associazione La Città Camminabile è stata prorogata dal Comune per altri sei mesi

Lettera minatoria alla promotrice della pedonalizzazione di Borgo Dora

Lettera minatoria inviata ad Angela Donna, promotrice del progetto Borgo Dora Camminabile

Quello che sta succedendo tra le vie di Borgo Dora somiglia sempre di più a una vera e propria guerra civile che vede come protagonisti residenti e commercianti, attivi soprattutto sui social a colpi di attacchi e accuse reciproche. Motivo delle ostilità? La pedonalizzazione sperimentale voluta dalla Città di Torino su proposta dell'associazione La Città Camminabile, recentemente prorogata per altri sei mesi. Nel frattempo, la questione è arrivata anche sui banchi della politica locale con un sit-in (andato in scena giovedì scorso) a sostegno della revisione alle limitazioni del traffico a cui ha preso parte anche l'assessore regionale leghista alla sicurezza Fabrizio Ricca.

Lettera minatoria

L'ultimo atto della vicenda ha riguardato una lettera minatoria anonima ricevuta da Angela Donna, una delle promotrici del progetto Borgo Dora Camminabile e principale animatrice dell'omonimo gruppo Facebook. Sul foglio, un ritaglio di giornale, campeggia infatti un collage con la scritta “colpa tua stronza morte o botte” e un necrologio di una terza persona; il fatto è stato subito denunciato sporgendo querela contro ignoti al commissariato di polizia Dora-Vanchiglia.

Accuse di discriminazione

Pochi giorni prima, invece, la controparte rappresentata dal comitato Borgo Dora La Voce di Tutti si era fatta promotrice di una lettera ricevuta da 33 tra residenti e commercianti, firmatisi come Comunità Islamica, attraverso la segnalazione alle istituzioni di alcune frasi discriminatorie della stessa Angela Donna. Sotto i riflettori, in particolare, un post pubblicato lo scorso 1° novembre su Facebook in cui i cittadini stranieri aderenti alle petizioni per la revoca della pedonalizzazione venivano definiti come “marocchini che non sanno nemmeno cosa hanno firmato”.

Le testimonianze

A confermare il clima teso che si respira tra le vie del quartiere ci sono le testimonianze dei diretti interessati: “Ho trovato - racconta Donna – la lettera in buca intorno alle 12 di venerdì. Non è la prima volta che ricevo minacce e offese, ormai sono diventata il capro espiatorio solamente perché sto provando a rivalutare un borgo con caratteristiche uniche affinché diventi ancora più bello. Risiedo qui da quarant'anni ma non mi sarei mai aspettata nulla del genere; fortunatamente ci sono tante persone che mi vogliono bene anche per le molte attività culturali fatte per il quartiere”. 

Respinte al mittente anche le accuse di discriminazione: “È stata estrapolata – conclude – una frase da un contesto più ampio: con quel post volevo semplicemente esprimere le possibili difficoltà di comprensione a causa delle tante sfumature della lingua italiana poco chiare soprattutto a chi è qui da non molto tempo. Non sono razzista e a dimostrarlo ci sono le mie collaborazioni a diverse iniziative multiculturali con realtà del quartiere come la scuola Parini o la moschea Taiba di via Chivasso; mi sembra sia la Lega, piuttosto, a non avere tutta questa apertura mentale”.

Da Borgo Dora la Voce di Tutti, però, fanno sapere di voler approfondire comunque quanto accaduto riguardo le affermazioni discriminatorie: “I firmatari -  dichiara la presidente Daniela Rodiadella lettera recapitata al nostro comitato, tutti residenti e lavoratori del borgo, ci hanno mostrato le immagini dei commenti dispregiativi fatti nei loro confronti: per questo abbiamo deciso di scrivere all'amministrazione con l'obiettivo di fare chiarezza su un fatto che tocca da vicino un quartiere che punta sull'integrazione, dove questo tipo di problemi non ci sono mai stati”.  

Solidarietà, infine, per le minacce ricevute da Donna. Sulla ricostruzione fatta da quest'ultima via social, tuttavia, Rodia esprime alcuni dubbi: “Condanniamo – aggiunge insieme a Ivano Moschini, commerciante critico sulla pedonalizzazione – ogni forma di violenza e prendiamo le distanze dall'accaduto. Restiamo perplessi, però, riguardo a una denuncia pubblica in cui si afferma che il fatto sia avvenuto nella giornata di venerdì quando sul post Facebook lo stesso viene associato al sit-in del giorno prima; agiremo, anche in questo caso, per fare chiarezza”.

Marco Berton

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