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Eventi | 10 giugno 2021, 07:00

Sandra Milo apre il Lovers, la direttrice Luxuria: "Cinema è maxischermo, socialità e condivisione"

Trentaseiesima edizione in presenza al Cinema Massimo dal 17 al 20 giugno, con 40 film in programma

Sandra Milo

Sandra Milo aprirà il Lovers Film Festival a Torino il 17 giugno

"Sono molto contenta che ci si ritrovi di nuovo in presenza: ricominciamo da dove ci siamo lasciati, perché il cinema va vissuto alla grande, ogni suo minimo dettaglio è importante. Il cinema è maxischermo, condivisione, socialità e fisicità; è sentire le emozioni degli altri seduti accanto a noi, per adesso ancora un posto sì e uno no, ma speriamo dalla prossima edizione con tutta la sala occupata". Così la direttrice del Lovers Film Festival Vladimir Luxuria ha lanciato l'edizione XXXVI, in programma al Cinema Massimo di Torino dal 17 al 20 giugno.  Spero che il Lovers sia per gli artisti ristoro nell’esibizione dal vivo. 

Ancora una volta la selezione dei film in programma - 40 in totale - è stata affidata da Angelo Acerbi, con Elsi Perino e Alessandro Uccelli.

Ricchissimo il parterre di ospiti. A inaugurare il festival, alla Mole Antonelliana (ingresso su prenotazione e a inviti), sarà Sandra Milo, icona del cinema nostrano e madrina d'eccezione. Per coloro che non potranno seguire l'evento dal vivo, sarà disponibile il video della serata su YouTube dal giorno successivo.

Venerdì sera, alle 22.15, in sala Cabiria, interverrà Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti, la celebre fumettista che ha creato l’immagine guida di quest’anno, caratterizzata dal giallo come colore dominante: "Ho disegnato il manifesto - spiega l'artista - pensando alla mia adolescenza e a quanto sarebbe stata significativa un'immagine come questa, che ribadisce l'importanza dell'accettare corpi diversi. Mi sono ispirata al film Io ballo da sola, in cui la protagonista passa all'età adulta consapevolmente e fiera di sé stessa, mettendo però al centro una ragazza transgender non operata che prende confidenza con la sua meravigliosa diversità contro l'omologazione di una società eteronormata".

Sabato 19 giugno, alle 15.15, sempre in sala Cabiria, la giornalista e conduttrice di Chi l’ha visto? Federica Sciarelli sarà protagonista del talk con Luxuria sul caso di Luigi Cerreto e Alessandro Sabatino.

Alle 20, Dori Ghezzi, cantante e storica compagna di vita di Fabrizio De André sarà protagonista di un focus che partirà dal celebre brano del cantautore genovese Princesa. Domenica, alle 20, si esibirà Malika Ayane.

L’attore comico Vincenzo De Lucia sarà, invece, protagonista sul palco di Lovers tutte le sere, fino alla closing night del 20.

Ospite anche Malika Chalhy, la ventiduenne recentemente cacciata da casa perché lesbica (domenica 20, ore 16.45, sala Rondolino).

Tre le sezioni competitive del festival: All The Lovers, concorso internazionale lungometraggi; Real Lovers, concorso internazionale documentari e Future Lovers, concorso internazionale cortometraggi. Le tre giurie sono presiedute e coordinate rispettivamente da: Costantino della Gherardesca, Adele Tulli e Francesco Foschini.

Una giuria di giovani studenti assegnerà poi il premio Young Lovers scegliendo un film del Concorso Internazionale Lungometraggi. Verranno anche assegnati il premio speciale dedicato a Giò Stajano e il premio Torino Pride al film giudicato più efficace nell’esprimere il passaggio di senso tra generazione diverse, pronte ad accogliere le nuove istanze identitarie.

Novità 2021 il premio TikTok Lovers: con l’hashtag #ilmiofilmarcobaleno ogni membro della comunità social potrà partecipare alla selezione del migliore filmato sul social dedicato al cinema LGBTQI. 

Infine, quest’anno, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, Lovers assegnerà anche il premio Riflessi nel buio, dedicato a registi di film a tematica LGBTQI+ che lavorino o abbiano lavorato in un Paese a forte rischio di discriminazione, o – nei casi peggiori – di incarcerazione, tortura o morte. A venire insignito del riconoscimento sarà il documentario bosniaco Let There Be Colour.

Per quanto riguarda la tematiche, mai come quest'anno la programmazione è caratterizzata da titoli che mettono al centro della narrazione la componente identitaria e di comunità, e i nuovi linguaggi di ricerca autoriale. A emergere, i punti nevralgici in cui la richiesta di diritti, di riconoscimento e di visibilità diventano convergenze di lotte e intenti.

Il film di chiusura del festival sarà Sublet di Eytan Fox, il regista israeliano celebre per Yossi e Yagger e The Bubble. E' la storia di un giornalista che a Tel Aviv scopre la città e se stesso grazie all’incontro con un giovane del luogo, che gli offre nuove prospettive da cui valutare il passato e il futuro. 

Tra le pellicole fuori concorso: Petite Fille di Sebastien Lifshitz, autore dell’acclamato Quasi Niente (Presque Rien) e di La Traversée. Petite Fille, accorato e struggente, narra le traversie di una bambina transgender, e della sua famiglia che combatte per farla accettare e riconoscere dalla società. Una storia di amore assoluto, totale, inamovibile e invincibile di una madre e di una famiglia.

Manuela Marascio

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