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Attualità | 02 luglio 2021, 08:30

Un laboratorio di estetica per le ragazze di Asai: "Curiamo il nostro corpo per conoscerci meglio"

Il racconto dell'educatrice Maria Pambianco: "Prendersi cura del proprio corpo e dei propri pensieri vanno di pari passo e valorizzano la persona nella sua interezza"

Asai

Adolescenti di Asai che frequentano il laboratorio di estetica

Anita è un'adolescente di 14 anni, di origini rumene, che frequenta il doposcuola presso l'associazione interculturale Asai, a San Salvario. Nonostante la sua giovane età, conosce tantissimi rimedi naturali per la cura del corpo, e questo grazie al lungo tempo trascorso con sua nonna in Romania e ai suoi preziosi insegnamenti. E' stata lei a suggerire a una delle educatrici del centro di via Sant'Anselmo, Maria Pambianco, di mettere su un laboratorio di estetica per ragazze. 

"È in occasione dell’8 marzo che abbiamo realizzato la nostra prima azione sul territorio, parlando delle piccole grandi lotte quotidiane di ognuna di noi - racconta Pambianco, rivivendo quella giornata -. Abbiamo pensato di regalare le nostre riflessioni al quartiere, ai commercianti, alle volontarie e alle donne che incrociamo tutti i giorni in associazione". 

È scontato che una ragazza possa tranquillamente giocare a calcio senza essere giudicata? È scontato che in famiglia la lascino vestire come desidera? Sono queste alcune delle nostre domande, esito di alcune discussioni che non vogliono affatto spegnersi, ma continuare ad interrogare chi ci circonda. Vogliamo abbattere pregiudizi e allo stesso tempo raccontare tutte le sfumature di quello che sentiamo e viviamo ogni giorno, portare elementi di complessità, lanciare stimoli e provocazioni che invitino a riflettere. È bello essere adolescenti al giorno d’oggi, ma non per tutte è facile e ci sono ancora parecchie contraddizioni da risolvere".

Prosegue la riflessione: "Prendersi cura del proprio corpo e dei propri pensieri sono due cose che vanno di pari passo e valorizzano la persona nella sua interezza, e che, se fatte in condivisione, possono diventare contagiose! È proprio in quest’ottica di apertura che ci siamo dette che avremmo dovuto coinvolgere nelle azioni e nelle riflessioni altre ragazze e altre donne. Ogni giovedì, Maruska, Paola, Ada, Chiara, storiche volontarie di ASAI, sono al nostro fianco mentre lavorano all'uncinetto. Essere comunità, per noi, è questo: incontrarci tra diverse generazioni, fare delle cose che ci piacciono, discutere di che cos’è la femminilità, costruire insieme una cultura del rispetto".

Quell'8 marzo si è concluso con una visita alle ragazze del centro Asai di via Pinerolo. "Il pomeriggio è iniziato con uno slogan - ricorda Pambianco -, cosa ho addosso e cosa in testa, che ha dato  avvio alla discussione sulla libertà di indossare ciò che si vuole. Le adolescenti hanno espresso le loro opinioni, si sono scambiate idee e hanno condiviso racconti personali, soffermandosi in maniera particolare sugli episodi di catcalling e sulla legge francese che vorrebbe vietare l'hijab alle ragazze minorenni. Le ragazze vogliono esprimere se stesse anche attraverso gli abiti, sentendosi libere di indossare quello che desiderano, senza essere condizionate dagli sguardi degli altri". 

Generico TorinOggi

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