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Attualità | 17 settembre 2021, 17:30

“Come il MOI, oltre il MOI", presentato il Protocollo per la sicurezza integrata e la gestione dei migranti a Torino

Obiettivo rafforzare l’inclusione delle persone fragili e garantire adeguate condizioni di sicurezza per evitare il rischio emarginazione: "Ex Moi modello nazionale"

tavola rotonda prefettura

“Come il MOI, oltre il MOI", presentato il Protocollo per la sicurezza integrata a Torino

Oggi, presso la Sala degli Specchi della Prefettura di Torino, è stato presentato il Protocollo di intesa sottoscritto il 30 giugno scorso tra Comune, Città Metropolitana di Torino, Regione Piemonte, Prefettura, Diocesi e Fondazione Compagnia di San Paolo e avente ad oggetto l’iniziativa congiunta: “Come il MOI, oltre il MOI: dalle esperienze nella città di Torino ad un modello di azione interistituzionale per l’accompagnamento all’autonomia e per la prevenzione di situazioni di disagio, finalizzate ad una maggiore coesione sociale”.

Alla conferenza di presentazione del documento ha partecipato anche il Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell’Interno, Prefetto Michele di Bari, a testimonianza dell’attenzione e del sostegno del Dicastero ai progetti di legalità e di solidarietà a favore delle realtà territoriali. Il Prefetto Di Bari ha portato anche i saluti del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, la quale inoltre in più occasioni, proprio nella Città di Torino, ha evidenziato la sua sensibilità verso questi temi, in particolare presenziando alla sottoscrizione dell’Accordo per la sicurezza integrata e lo sviluppo della città di Torino in data 9 dicembre 2019.

Il Protocollo si pone l’obiettivo di applicare strumenti, metodologie, pratiche e strategie già sperimentate nel Progetto MOI a interventi similari realizzati sul territorio cittadino, per rafforzare l’inclusione di persone fragili e garantire adeguate condizioni di sicurezza, proponendosi di favorire la riconsegna di luoghi di vita sani e opportunità di autonomia a persone quali ad esempio migranti usciti dai sistemi di accoglienza istituzionali senza aver raggiunto un sufficiente grado di autonomia, persone accolte dal Progetto MOI per le quali non è stato possibile ancora conseguire condizioni di autonomia, ed altri a rischio di emarginazione, con positive ricadute in termini di inclusione sociale e di miglioramento dei livelli di ordine e sicurezza pubblica.

L’idea è di assumere a modello di collaborazione tra istituzioni proprio la vicenda, che aveva dato ottimi risultati anche sotto il profilo della sicurezza pubblica, riguardante il complesso delle palazzine dell’ex MOI, oggetto per lungo tempo di occupazione. Il Progetto MOI ha conseguito finora ottimi risultati anche dal punto di vista del raggiungimento di condizioni di autonomia da parte delle oltre 800 persone coinvolte: oltre 170 persone hanno già raggiunto l’autonomia abitativa e circa 300 persone lavorano attualmente.

Oggi risultano accolte dal progetto supportato dal primo Protocollo interistituzionale “MoiMigranti Opportunità di Inclusione” 155 persone, tra cui 9 nuclei famigliari e 18 minori; altre 130 persone sono inserite in progetti di inclusione sociale (promossi dal Comune di Torino nell’ambito della coprogettazione, dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e dalla Diocesi).

Dopo la liberazione definitiva, esito di un processo innovativo di mobilità, accompagnamento e reinserimento degli abitanti delle palazzine verso percorsi di autonomia abitativa e lavorativa coordinato dalla Città di Torino, in collaborazione con la Prefettura, la Regione Piemonte, la Città Metropolitana di Torino, la Fondazione Compagnia di San Paolo e la Diocesi, il quartiere sarà completamente ristrutturato e diventerà un complesso di residenze sociali, con oltre 400 posti letto dedicati alla residenzialità temporanea a tariffe convenzionate per studenti, giovani lavoratori, city users.

La riqualificazione urbana e sociale delle palazzine di Via Giordano Bruno traguarda un nuovo obiettivo di offerta abitativa moderna ed accessibile, ricca di servizi alla persona, per la città di Torino. L’intervento è stato reso possibile dalla sinergia coordinata fra il Fondo Abitare Sostenibile Piemonte - gestito da InvestiRE SGR (Gruppo Banca Finnat) e sostenuto dalle principali fondazioni di origine bancaria piemontesi, fra cui Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, da Fondazione Compagnia di San Paolo e dal Gruppo Cassa Depositi e Prestiti - e la Città di Torino.

Il Fondo ha sviluppato progetti localizzati in quasi tutte le province del territorio piemontese, per un totale di circa 1.400 unità abitative, principalmente destinate alla locazione a lungo termine a canoni calmierati, al fine di venire incontro alle esigenze abitative di altrettante famiglie e di promuovere la riqualificazione urbana e sociale dei rispettivi contesti cittadini. A regime, il complesso sarà gestito da Camplus, primo provider italiano di co-living e di housing per studenti universitari.

comunicato stampa

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