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Cronaca | 27 settembre 2021, 14:30

Case popolari, l'affondo dei sindacati su ATC: “Attuale direzione totalmente inadeguata”

Presidio di protesta davanti alla sede di corso Dante per chiedere certezza di investimento e intervento. La risposta dell'azienda: “Risultati importanti grazie alla nostra riorganizzazione”

presidio corso dante

Case popolari, l'affondo dei sindacati su ATC: “Attuale direzione totalmente inadeguata”

L'attuale direzione è totalmente inadeguata”: è molto duro l'affondo dei sindacati confederali e degli inquilini - arrivato per bocca di Igor Piotto di CGIL - verso ATC sul tema della gestione dell'edilizia residenziale pubblica. Diverse sigle hanno partecipato, questa mattina, a un presidio di protesta davanti alla sede di corso Dante a Torino per chiedere certezze su investimenti e interventi.

Organizzazione aziendale insufficiente

Uno dei punti di maggior scontro riguarda l'organizzazione aziendale, giudicata insufficiente: “La mancata valorizzazione delle professionalità – ha proseguito lo stesso Piotto ha portato a un netto depotenziamento con una conseguente mancata copertura dei bisogni di un'utenza in condizioni di fragilità. A fronte di 23mila domande pervenute tra città e area metropolitana, e nonostante le nostre richieste, manca ancora un piano industriale per la gestione dei 152 milioni di euro di risorse in arrivo da qui al 2026; la nostra impressione è che si voglia portare ATC a un progressivo depauperamento verso una futura privatizzazione”.

La 'latitanza' della politica

Dai sindacati arriva anche una critica per il mancato dialogo tra le parti e la latitanza della politica: “Dietro alle difficoltà di interlocuzione - ha sottolineato Domenico Paoli di UIL – si nasconde anche la mancanza di attenzione rispetto al problema dell'abitare: mancano piani programmatici a medio e lungo termine e il personale è sotto organico. A questo si aggiunge il ritorno al dualismo ATC-CIT nella gestione del patrimonio immobiliare: chiediamo alla politica di intervenire per risolvere queste ambiguità e far ritornare il comparto al suo scopo sociale”.

Le ripercussioni sugli inquilini

Tutto questo si traduce, secondo i manifestanti, in ulteriori difficoltà per gli inquiliniATC - ha commentato Simone Pensato di SICET CISL – è in ritardo su tutto: sul censimento degli alloggi, sul fondo sociale, sui bisogni degli inquilini e sulle manutenzioni: la pandemia non ha fatto altro che mettere in ginocchio un sistema già fragile che faceva acqua da tutte le parti. Noi ci siamo sempre dimostrati aperti e disponibili al confronto ma dall'altra parte abbiamo sempre trovato scarsa sensibilità rispetto ai temi; la complessa burocrazia interna ha fatto il resto, ci siamo anche visti negare l'accesso ai dati chiesto su delega dei nostri associati”.

La risposta dell'azienda: “La riorganizzazione ha già dato buoni risultati”

A provare a gettare acqua sul fuoco (c'è stato un incontro tra vertici e sindacati, ndr) è la stessa ATC, convinta che la strada intrapresa darà i suoi frutti già nell'immediato: “Il CDA - hanno fatto sapere attraverso una nota aziendale – ha avviato un processo che ha già dato buoni risultati, tra cui la riorganizzazione del lavoro sulla filiera degli alloggi sfitti, oltre 100 assemblee già convocate per gli interventi da fare grazie al superbonus 110% e l'imminente avvio degli sportelli decentrati nei quartieri. Nei prossimi giorni si terrà un ulteriore incontro, il nostro primo pensiero va sempre agli inquilini”.

Marco Berton

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