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Attualità | 16 novembre 2021, 07:11

"Cerco mio fratello". "Io i miei figli”: come la Croce Rossa di Torino aiuta i migranti a riabbracciare le loro famiglie (VIDEO)

Lo sforzo di chi prova a far ricongiungere persone e famiglie separate dalle avversità della vita: come funziona l’iniziativa

corner Croce Rossa via bologna

Come la Croce Rossa di Torino aiuta i migranti a riabbracciare le loro famiglie

Possiamo aiutarti a trovare i tuoi cari”. È un messaggio di speranza, che riecheggia forte in quell’Europa diventata la casa per migliaia e migliaia di migranti che la Croce Rossa di Torino rivolge alle tante persone sparse nel mondo, lontane dalla propria famiglia e dai propri affetti.

Cos’è “Trace the Face Corner”

“Trace the Face Corner” è il totem allestito nella sede del Comitato della Croce Rossa di Torino di via Bologna per coloro che desiderano rintracciare i loro congiunti. Persone che possono farlo attraverso la pubblicazione delle loro foto online e su poster diffusi mensilmente. L’obiettivo? Far si che il famigliare scomparso visualizzi la foto e possa contattare il parente, ristabilendo quel legame che le avversità della vita avevano momentaneamente spezzato.

Come funziona il corner della Croce Rossa

Utilizzare il totem è semplicissimo, in quanto il database è consultabile in diverse lingue e prevede diversi filtri per respingere il campo e cercare il proprio famigliare: età, nazionalità, sesso e altri campi. “Questo progetto prevede la pubblicazione su poster, su un sito apposito e in questo corner, delle fotografie di migranti che hanno perso contatti con i loro famigliari in seguito ai movimenti migratori. Capita durante il viaggio verso l’Europa, ma anche con famigliari che sono rimasti nel paese d’origine” racconta Anna Marina Emprin Favero, referente Restoring Family Links Comitato Torino Croce Rossa.

L’ufficio di Torino, che da anni si occupa di Restoring Family Links si è dotato del totem interattivo, dove i possibili beneficiari possono vedere le fotografie dei famigliari che li cercano. Ci sono più di 5.000 fotografie. Il totem, con l’affiancamento di un operatore, è disponibile il lunedì dalle 17 alle 19 e il martedì mattina dalle 10 alle 12” conclude la referente.

I numeri dietro il dramma della separazione dalla famiglia

Per comprendere ulteriormente quanto sia importante aiutare i migranti nel non sentirsi soli, sono ben 21.984 le richieste caricate dal 2013 al luglio 2021. Dietro ogni numero vi è una persona con la sua storia, la sua sofferenza, la sua lontananza dalla famiglia e da ogni informazione sui suoi cari.

La maggior parte delle richieste, come ovvio, riguarda casi di persone provenienti da paesi in guerra: Afghanistan, Iraq, Somalia, Siria ed Eritrea.  Una rete d’assistenza che funziona: nel 2019, infatti, sono 1.167 le persone assistite, 294 le richieste di ricerca aperte, 106 le telefonate effettuate ai famigliari, 36 i minori non accompagnati assistiti nella ricerca dei loro cari.

Andrea Parisotto

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