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Cronaca | 30 novembre 2021, 17:13

Aerospace e Defense, fuori dall'Oval la protesta dei pacifisti: "No a Torino capitale dell'industria militare"

Alcune decine di manifestanti si sono ritrovati all'esterno della struttura che ospita la tre giorni: "Non è lo sviluppo che vogliamo per la nostra città"

Persone che protestano

Maniestazione di protesta all'esterno dell'Oval in occasione di Aerospace & defense meetings

All'interno dell'ex struttura olimpica si stavano allestendo gli ultimi stand, mentre una conferenza illustrava il futuro della Cittadella dell'Aerospazio che sta crescendo nella zona di corso Marche e corso Francia. Ma all'esterno dell'Oval - dove fino al 2 dicembre si terrà l'edizione 2021 di Aerospace & Defense meetings -  c'era chi divevano "no".

Striscioni e bandiere pacifiste, per opporti a quella che, secondo i manifestanti, è "un raduno che porterà a Torino il "meglio" dell'industria militare italiana e internazionale. Si scrive infatti “aerospace and defence” ma si legge industria militare".

Secondo gli attivisti, accompagnati da bandiere arcobaleno, "si pretende di fare di Torino il polo dell’industria militare, e già abbiamo visto e vediamo, Regione e Comune, Camera di commercio, Università e Politecnico gettarsi a pesce sui finanziamenti promessi dalla Leonardo per rinvigorire ed ampliare il settore militare a Torino". Una protesta, quella antimilitarista, che aveva già avuto un prologo durante le scorse settimane, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico proprio del Politecnico, in corso Duca degli Abruzzi. In quel caso, a finire al centro delle polemiche, una collaborazione tra l'Ateneo e l'Europa per il progetto Frontex.

"Non è questo lo sviluppo che vogliamo per la nostra città, ma soprattutto non è di questo che ha bisogno la nostra società - concludono i manifestanti -. Vogliamo far sentire la voce di un'umanità ferita e depauperata dal complesso militare-industriale che con fatica cerca di uscire dalla pandemia e di affrontare la ancor più grave emergenza dei cambiamenti climatici. Vogliamo esprimere l’indignazione di vedere continuare a crescere gli investimenti nell’industria militare quando tutti gli altri settori sono in crisi La pandemia ha messo in evidenza le scelte sbagliate di tagli ai servizi pubblici e sociali, particolarmente la sanità".

"Torino non deve diventare produttrice di morte, ma eccellere nelle produzioni sostenibili. A furia di cercare il futuro nell’Aerospazio (e difesa) ci giochiamo il futuro su questa Terra".

Massimiliano Sciullo

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