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Cronaca | 12 maggio 2022, 16:17

Arresti protesta contro alternanza, gli studenti: "Istituzioni solo capaci di criminalizzarci"

A prendere la parola anche il il Comitato mamme in piazza per la libertà di dissenso: "Mio figlio è nelle mani dello Stato e ho paura"

giovani movimento studentesco

Arresti protesta contro alternanza, studenti: "Istituzioni solo capaci di criminalizzarci"

"Lorenzo e Giuseppe sono morti: nessuno ha pagato per questo. L'unica cosa che le istituzioni sono state in grado di fare non è ascoltarci, ma criminalizzarci". A parlare è Cecilia, tra le portavoci del Movimento Studentesco  che ha organizzato un incontro dopo che la Digos ha emesso undici misure cautelari, nei confronti di altrettanti studenti, per l'assalto all'Unione Industriale di Torino lo scorso 18 febbraio durante una manifestazione studentesca contro l'alternanza scuola-lavoro. Tra le accuse contestate lesioni aggravate, resistenza e violenza

"Ci sfruttano, ci ammazzano, ci arrestano" 

Contestazioni che vengono respinte dall'oltre centinaio di ragazzi e ragazze che questo pomeriggio si sono ritrovati, in segno di solidarietà agli arrestati, davanti al Gioberti. Affisso sul muro del liceo uno striscione con la scritta "Ci sfruttano, ci ammazzano, ci arrestano. Non riuscirete a fermarci! Tutte libere, tutti liberi". 

"Noi studenti dalla parte del torto" 

"Una ragazza - spiega Cecilia - è agli arresti domiciliari perché ha parlato ad un megafono. Siamo noi studenti che veniamo messi dalla parte del torto, quando il 28 gennaio, alla prima protesta, siamo stati manganellati". Le forze dell'ordine sostengono che dietro gli scontri ci sia Askatasuna. "Non esiste alcuna regia - spiegano i ragazzi - dei centri sociali: il movimento studentesco ha sempre deciso da sé". 

"Non vogliamo l'alternanza" 

"Quello che è successo stamattina - ha aggiunto Irene Saldi, di Opposizione Studentesca d'Alternativa - è un fatto gravissimo perché 11 compagni hanno ricevuto misure cautelari per le proteste in piazza contro l'alternanza. Questo è indice della repressione presente del nostro paese, ma non ci intimorisce: andremo avanti a lottare ancora più forte contro l' alternanza. Non la vogliamo e soprattutto gli studenti non devono più morire".

Le mamme: "Mio figlio è nelle mani dello Stato e ho paura" 

A prendere poi la parola il Comitato mamme in piazza per la libertà di dissenso. "Sono stufa - ha detto Irene, madre di uno degli 11 ragazzi- di ricevere queste visite di notte per arrestare i nostri figli, che hanno come unica colpa quella di difendere i più deboli".

"In questo momento mio figlio è nelle mani dello Stato ed ho paura: il Cpr ed il carcere di Torino sono sotto indagine per tortura". Ad intervenire poi Nicoletta Dosio, storica attivista del movimento No Tav.

Al termine dell'incontro, gli studenti hanno organizzato un mini corteo dal Gioberti in direzione della Prefettura, passando lungo via Verdi.

Cinzia Gatti

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