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Attualità | 22 luglio 2022, 18:17

L'Osservatorio sulla Tav riparte ad alta velocità: avviati cinque tavoli tematici. Mauceri: "In linea coi tempi"

Il presidente si dichiara ottimista: "I cantieri dovrebbero partire nel 2025 per avere poi 5 anni di lavori". Dal 2023 mille lavoratori impegnati nel tunnel di base

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L'Osservatorio sulla Tav avvia cinque tavoli tematici. Mauceri: "Siamo in linea con i tempi"

Legalità, trasparenza e anticorruzione, Ambiente e sostenibilità, Sviluppo economico-sociale e territoriale, Informazione e comunicazione con il territorio, Sostenibilità dei cantieri. Entra nella sua fase operativa, con l'istituzione di questi cinque tavoli tecnici tematici "avviati per fornire risposte adeguate e concrete su importanti tematiche anche territoriali", l'Osservatorio per la Tav, riunito sotto la guida del presidente Calogero Mauceri e per la prima volta allargato a parti sociali, Università e Ministero della Salute.

Erano presenti, tra gli altri, gli assessori regionali Elena Chiorino e Marco Gabusi, il Presidente della Città Metropolitana, Stefano Lo Russo, che ha sottolineato l'importanza che "la Tav si faccia nel rispetto dell'ambiente e della comunità locali". Presenti anche il Prefetto, Raffaele Ruberto, i Sindaci del territorio, i Rettori delle università torinesi - Politecnico e università di Torino-, i Presidenti delle Unioni montane Val Susa, il Direttore Generale di Telt, Mario Virano, i rappresentanti di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), le categorie produttive e i sindacati.

Via a nuovo corso con parti sociali, Università e Ministero Salute

Un "nuovo corso dell'Osservatorio", con l'obiettivo, spiega Mauceri, "di informare in modo chiaro, completo e trasparente tutti i soggetti coinvolti, fornendo le risposte utili ai cittadini, alle Istituzioni locali e alle comunità interessate dall'opera la cui realizzazione deve essere compatibile e sostenibile anche sul piano sociale, accompagnando l'opera con interventi di sviluppo economico-sociale e territoriale che ne assicurino la sostenibilità".

"Ho visto - aggiunge Mauceri - grande voglia di partecipare e i sindaci hanno accolto con molto favore i tavoli tematici. L'impressione è positiva e credo che su queste premesse potremo fare un buon lavoro per un'opera che non venga più vissuta come occupazione del territorio ma come un'opportunità per esso". Durante i lavori si è anche discusso della terza fase delle opere di accompagnamento, già finanziate "ma per le quali è necessario declinare in progetti condivisi che garantiscano lo sviluppo economico e sociale del territorio". Su questo aspetto diventa importate la tempistica, che il presidente vorrebbe contenere entro la fine dell'anno.

Sono stati istituiti, inoltre, specifici e distinti gruppi di lavoro dedicati alle cantierizzazioni delle singole tratte con il coinvolgimento di tutti i sindaci interessati.

Mauceri rassicura: "Siamo in linea con i tempi"

Per i lavori "siamo in linea con i tempi per la messa in esercizio con il tunnel internazionale di base", ha aggiunto Mauceri. "Concludendo l'iter amministrativo e autorizzativo, i cantieri dovrebbero partire intorno al 2025 per avere poi circa 5 anni di lavori".

"È una programmazione che ho fatto ovviamente d'Intesa con Rfi e dopo aver verificato la fattibilità di tutto il processo, che pone la conclusione dei lavori in linea con la messa in esercizio del tunnel di base". Il commissario ricorda di avere autorizzato nei mesi scorsi Rfi a procedere alla progettazione definitiva, che dovrà attenersi a 12 prescrizioni, e concludersi per marzo 2023.

Virano: "Entro il 2023 appaltati il 100% dei lavori"

Quanto alla linea nel suo complesso, il direttore generale di Telt Mario Virano spiega che "abbiano appaltato il 100% dei lavori in Francia e il restante 20% in Italia si concluderà all'inizio del 2023, quindi con inizio-primavera del 2023 il 100% dell'opera sarà appaltata".

"Attualmente - ha spiegato Virano - abbiamo completato lavori per 1,3 miliardi, 3,3 miliardi di lavori in corso e circa 5 miliardi di appalti totali aggiudicati, con 10 cantieri attivi, 3 in Italia, e 1200 lavoratori impegnati".

Mille lavoratori impegnati dal 2023 nel tunnel di base

Secondo le prime stime di Telt, dal 2023 alla fine dei lavori, per lo scavo del tratto italiano del tunnel di base saranno impiegati circa mille lavoratori. Diverse le figure professionali che saranno interessate: per circa il 60% si tratta di manodopera impiegata nello scavo meccanizzato e nella logistica interna (minatori, addetti alla fresa, elettricisti, ecc.).

Un altro 20% riguarda figure della logistica esterna (autotrasportatori, escavatoristi, addetti agli approvvigionamenti, ecc.), mentre il restante 20% sono quadri, impiegati e personale tecnico. In una prospettiva di lungo periodo invece, i mestieri e le figure professionali da formare - e poi impiegare - evolveranno verso le professionalità dell’esercizio ferroviario (manutentori, manovratori, addetti alla sicurezza e alla circolazione ferroviaria, ecc.).

Le opere di accompagnamento

Durante i lavori dell'Osservatorio si è discusso anche della terza fase delle opere di accompagnamento, già finanziate ma per le quali è necessario declinare in progetti condivisi che garantiscano lo sviluppo economico e sociale del territorio.

Su questo aspetto diventa importate la tempistica che il Presidente vorrebbe contenere entro la fine dell’anno, partendo da un dato acquisto agli atti: 16 milioni già destinati ad interventi individuati in puntuali prescrizioni del CIPE nella delibera 39 del 2018.

I commenti 

Fregolent (Iv)
"L'istituzione dei tavoli di lavoro sulla Tav testimoniano l'importanza dell'Osservatorio e del commissario di Governo per l'Asse ferroviario Torino-Lione, Calogero Mauceri che ha promosso la ripresa delle attività dell'organismo istituzionale sull'opera": è quanto dichiara Silvia Fregolent, capogruppo Iv in Commissione Ambiente di Montecitorio.
"Il coinvolgimento con i territori e gli attori sociali, occupazionali ed economici interessati è un segnale che l'agenda Draghi, nonostante la crisi, possa essere applicata alle grandi infrastrutture utili per la crescita del paese. Non a caso la Tav e l'Osservatorio erano stati bloccati proprio da Conte e Salvini e dal governo gialloverde: gli stessi che poi hanno sfiduciato il premier".

Gariglio (Pd)

"I tavoli tematici che verranno istituiti sulla Tav sulla sostenibilità ambientale, territoriale e legalità rappresentano uno strumento opportuno e utile per coinvolgere concretamente le comunità locali sulla realizzazione dell'opera e confermano l'ottimo lavoro svolto dall'Osservatorio e dal commissario di Governo per l'Asse ferroviario Torino-Lione, Calogero Mauceri.
"È necessario utilizzare nel migliore dei modi le risorse già stanziate per le opere di compensazione procedendo con una concertazione ampia e con scelte condivise che garantiscano lo sviluppo sostenibile e la crescita dei territori interessati. É inoltre indispensabile lavorare per aumentare la somma dei 100 milioni di euro, attualmente previsti, in modo da poter finanziare un piano strategico per lo sviluppo della Valsusa".

Frediani (Movimento 4 ottobre)

La Val di Susa, ricca di bellezze naturalistiche, storiche e culturali, non ha nessun "estremo interesse" per gli annunci di ipotetici e futuribili posti di lavoro creati attraverso la devastazione e lo spreco di fondi pubblici. Se le risorse destinate al TAV si utilizzassero per investire in servizi, oltre che in valorizzazione e promozione delle numerose eccellenze presenti su tutto il territorio, si creerebbero sicuramente maggiori opportunità per i nostri giovani, consentendo loro di restare nel luogo in cui sono nati o hanno scelto di vivere e consentirne la rinascita. Non accetteremo mai una mano tesa da parte di chi pensa che si possa compensare l'occupazione militare e la devastazione, con improbabili progetti di "valorizzazione delle professionalità". Un futuro senza rispetto della natura e dell'ambiente non può essere in nessun modo immaginabile, soprattutto per le nuove generazioni, sicuramente più lungimiranti e consapevoli dei tifosi del TAV.

Ruffino (Azione) 
“Bene l’istituzione dei tavoli di lavoro sulla TAV che testimoniano l'importanza data all’opera dal governo Draghi. È un segnale fondamentale per coinvolgere i territori che sono così direttamente interessati alla crescita economica”. “L’opera continua ad essere strategica per l’italia e per la Valsusa, soprattutto a livello occupazionale, quindi auspichiamo che vi sia prossimamente un ulteriore incremento dei fondi utili per lo sviluppo della valle”.

Cinzia Gatti e Massimo De Marzi

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