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Attualità | 05 agosto 2022, 06:00

A piedi, in bici, in gruppo o in famiglia: Torino ad agosto svela la sua vocazione e accoglie i turisti [FOTO]

Tante lingue internazionali e naso all'insù nelle strade del salotto buono della città: comitive o piccoli nuclei con cartine in mano confermano una crescita del capoluogo tra le mete degli stranieri

turisti a Torino

Turisti in piazza San Carlo

Un giro nel centro di Torino, in pieno agosto, svela una realtà che un tempo sarebbe stata considerata fantascienza. Abituati per decenni a una città deserta, saracinesche abbassate e attività che girano al minimo per garantire l'indispensabile, i residenti strabuzzano ancora gli occhi vedendo in questi giorni di caldo e di afa le vie del centro che ospitano e coccolano turisti, soprattutto stranieri.

Da via Roma a piazza San Carlo, da piazza Castello a via Po, via Garibaldi e lungo quel che resta (in questo periodo) del Po. La città della Mole trova nuove conferme sulla sua vocazione turistica e se ne compiace, dopo anni passati a rivendicare un talento che in pochi erano disposti a riconoscerle, etichettandola più superficialmente alla grigia metropoli industriale.

Dehors e portici come rifugio contro il caldo

Alberghi con ottimi risultati (in attesa che con il Ferragosto torni anche la Serie A e quindi qualche trasferta di tifosi in gita a Torino), ma l'impressione si coglie anche osservando i portici con visitatori in cerca di ombra, i dehors dei bar con famiglie dai lineamenti stranieri che assaporano le specialità locali in attesa di ripartire per la prossima tappa da scoprire in città e tante persone che osservano, passeggiando, rapite da tesori nascosti rispetto a quelli molto più pubblicizzati di città d'arte come Roma, Firenze o Venezia.

Comitive e gruppi (anche in bici)

Grandi comitive in ascolto della guida davanti alle chiese di piazza San Carlo, ma non solo: ci sono anche gruppetti di 8-10 persone che si muovono in bici (tutte uguali, blu). E poi ci sono le famiglie, che con la cartina in mano cercano di orientarsi, tra il museo Egizio e Palazzo Carignano.

Una sensazione nuova, per la città. Che impone ritmi e ragionamenti diversi rispetto a un passato ancora recente in cui anche il centro chiudeva per ferie. Ora occorre reinventarsi, riorganizzarsi. Attrezzarsi per diventare quel che Torino ha sempre sognato di essere: una città (anche) turistica.

Massimiliano Sciullo

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