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Attualità | 24 ottobre 2022, 16:46

Emergenza clochard, da novembre più dormitori, più operatori e due auto per le emergenze di notte

I mezzi saranno utilizzati per intercettare casi critici e cercare di convincere le persone in difficoltà a recarsi presso le strutture di accoglienza

dormitorio via traves

Emergenza clochard, da novembre più dormitori e più operatori

L'inverno si avvicina e il Comune di Torino è al lavoro sul piano di accoglienza dei senzatetto, che prevede "un'offerta diffusa sul territorio". Nel concreto sono previsti alloggi in housing sociale in via San Massimo e via Giolitti, ma anche dormitori più piccoli sparsi per la città. A spiegarlo l'assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli, rispondendo ad un'interpellanza del capogruppo di Torino Libero Pensiero Pino Iannò

Via Traves ridimensionato 

Il consigliere di minoranza voleva sapere come sarà strutturata l'accoglienza e quali saranno i servizi di prossimità e primo contatto. Se ancora non si potrà dire addio al dormitorio di via Traves, Palazzo Civico promette che sarà ridimensionata e sarà realizzato un altro sito più piccolo e più centrale. Negli ultimi anni i senzatetto che cercavano un posto dove dormire d'inverno erano obbligati ad un lungo viaggio da 50 minuti con i mezzi pubblici, fino al confine con Venaria e Savonera. Qua ad accoglierli trovavano 70 posti all'interno di container. 

Coinvolte le Circoscrizioni 

Una strada che il Comune non vuole più percorrere. Già l'anno scorso era stato avviato un dialogo con tutte le otto Circoscrizioni per individuare locali e spazi che potessero essere convertiti in inverno a dormitorio, per un modello appunto di accoglienza diffusa. Un primo passo in questa direzione è stato fatto dalla Uno, che ha destinato all'accoglienza di alcuni clochard un alloggio in via San Massimo 33, nell'ambito di un progetto di housing first della Comunità di Sant'Egidio. 

Dal 1° novembre macchine in strada di notte 

"Dal 1° novembre - ha poi aggiunto Rosatelli - ci saranno due macchine di intervento e vigilanza notturna". Gli operatori gireranno in città per "captare casi critici e convincerli ad andare nelle case di ospitalità". In via Ghedini, così come in piazza Massaua ci sono infatti delle strutture di accoglienza dove vengono riservati due/tre posti letto a chi arriva quella stessa notte. 

Potenziato il servizio diurno

Verrà potenziato anche il servizio diurno. Sono previste di due persone in più che di giorno passeranno sotto i portici o dove si concentrano i clochard per convincerli a farsi ricoverare volontariamente in ospedale, in caso di bisogno, oppure ad accettare un posto in un dormitorio.

Cinzia Gatti

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