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Cronaca | 02 dicembre 2022, 12:03

Sindacati e studenti in strada per manifestare contro la guerra e contro il carovita: "Giù le armi e su i salari" [FOTO]

Sul piatto anche inflazione, pensioni, reddito di cittadinanza e scuola: da piazza Carlo Felice il corteo per le vie della città contro il Governo. In mattinata anche presidio delle maestre d'asilo davanti al Comune per chiedere più assunzioni

protesta studenti e sindacati

Protesta di sindacati e studenti nella mattinata di oggi nelle vie del centro

Giù le armi, su i salari!”: con questo striscione, posto alla testa del corteo, questa mattina i sindacati di base e alcuni partiti della sinistra radicale, hanno sfilato in forma unitaria per protestare contro il Governo Meloni, giudicato “affine” a quello di Mario Draghi.

Salari, inflazione, pensioni e armi

Sul piatto, oltre al tema dei salari, anche l'inflazione, le pensioni e il reddito di cittadinanza: “Questo Governo - ha affermato Lorenzo Montanari dell'USB – è in continuità con quello di Draghi, con la complicità dei sindacati confederali: non servono finti tagli al cuneo fiscale ma solamente un aumento dei salari senza il taglio del reddito di cittadinanza. Anche alle pensioni minime sono stati destinati solo spiccioli, mentre la spesa militare continua ad aumentare e anche i posti di lavoro del pubblico impiego vengono messi a repentaglio”.

Focus sull'istruzione

Un altro punto focale dell'attenzione riguarda il mondo dell'istruzione: “Il recente rinnovo del contratto con una media di 50 euro di aumento - ha dichiarato Giulia Bertelli della CUB Scuola – è ridicolo con un'inflazione al 13%. I fondi del PNRR per la riqualificazione delle scuole, inoltre, non verranno investiti nei pomeriggi di recupero con personale extra-scolastico e non sull'organico; rifiutiamo categoricamente, infine, gli inviti pedagogici del ministro Valditara con le scuole e i nidi che chiudono”.

Una critica diretta va anche ai sindacati confederali, firmatari del nuovo contratto: “La firma del contratto collettivo - ha aggiunto un collega dei COBAS – è uno specchietto per le allodole: hanno firmato un accordo lampo solo per evitare che i soldi per la scuola non andassero persi. In molti non sanno quando prenderanno lo stipendio, che comunque non sarà in grado di sostenere l'inflazione; serve un'azione di contenimento sociale”.

Momenti di tensione a fine corteo

Qualche tensione al corteo per lo sciopero generale nel centro di Torino. Una ventina di manifestanti si sono staccati e hanno cercato di avvicinarsi alla sede di Iren Luce Gas in via Pietro Micca. Per allontanarli le forze dell'ordine hanno fatto una carica di alleggerimento e allontanato i manifestanti con qualche manganellata.

 

Presidio e protesta anche delle maestre d'asilo

Ma il mondo della scuola ha caratterizzato anche un'altra protesta nel corso della mattina: un presidio di educatrici è stato organizzato davanti al Comune di Torino. La richiesta è quella di nuove assunzioni e di una maggiore attenzione per il settore.

Le maestre lamentano mesi di contrattazione che non hanno portato a risultati concreti, mentre sarebbero in aumento le ore di servizio. La richiesta è di nuovi ingressi in organico per garantire la qualità del servizio.

Marco Berton

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