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Eventi | 07 dicembre 2022, 06:10

Con il Papiro della Congiura si svela dopo 3000 anni il tentato omicidio di Ramsete III

Questa una delle novità più attese (insieme al retro della stele di Oremeth) della mostra "Il dono di Thot: leggere l'antico Egitto" che si inaugura oggi all'Egizio

interni museo egizio

Con il Papiro della Congiura si svela dopo 3000 anni il tentato omicidio di Ramsete III

Si risolve un tentato omicidio avvenuto tremila anni fa, vittima Ramsete III. E' questo uno dei papiri che fanno parte delle tante novità della mostra "Il dono di Thot: leggere l'antico Egitto" che si inaugura oggi nei nuovi spazi del Museo Egizio.

Oltre 170 reperti in esposizione

Curata da Paolo Marini, Federico Poole e Susanne Töpfer, egittologi del Museo, la mostra è frutto di un progetto scientifico ideato dal direttore del Museo, Christian Greco ed è sostenuta dalla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino.  

Sono 170 i reperti in esposizione, tutti provenienti dalle Collezioni del Museo Egizio, ad eccezione delle tavolette cuneiformi provenienti dai Musei Reali di TorinoSe il focus dell’esposizione è rappresentato dai segni e dai testi, in mostra non ci sono solo papiri, ma anche capolavori della statuaria, oggetti in alabastro e statuine lignee, a testimonianza di quella cultura materiale attraverso cui egittologi e storici hanno ricostruito la biografia non solo degli oggetti, ma dell’intera civiltà nilotica.

Il direttore dell'Egizio Christian Greco ha esaltato i contenuti della mostra: "E' un viaggio in cui si potranno imparare a comprendere come nascono i geroglifici, le prime etichette nelle giare, i primi segni che permettono di identificare il contenuto all'interno di un vaso e da lì si arriva poi alla costruzione delle frasi compiute intorno al 27 A.C".

La novità del retro della stele di Oremeth

L'altro aspetto significativo della mostra è la stele di Oremeth, di cui vengono finalmente svelate al pubblico le scritte sul retro della statua, una novità attesa dagli esperti e dagli appassionati di egittologia. "Finora non era mai stata vista perché posizionata sulla parte della statua che era appoggiata al muro", ha aggiunto Greco. 

“Il Museo Egizio ha intrapreso un percorso di innovazione e cambiamento, in vista del bicentenario che celebreremo nell’autunno del 2024. La mostra rappresenta solo un antipasto di un nuovo allestimento che dedicheremo ai geroglifici e alle diverse scritture dell’antico Egitto, che saranno protagonisti in futuro di una sala a loro dedicata”, ha dichiarato Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio.

Da sistema per etichettare le merci e amministrare il paese a strumento sacro e magico, che tramanda formule, rituali e legittima il potere regale: la scrittura nei millenni si evolve e i testi diventano custodi della memoria.

Il Papiro della Congiura indaga su Ramsete III

È il caso del Papiro dei Re, l’unica lista reale d’epoca faraonica scritta a mano su papiro che sia giunta fino a noi, recentemente restaurata grazie al contributo degli Scarabei, o del Papiro della Congiura, un testo quasi di cronaca giudiziaria, che ricostruisce l’attentato a Ramesse III, un papiro di oltre 5 metri di lunghezza che torna in esposizione all’Egizio dopo sette anni, proprio in occasione della mostra “Il dono di Thot: leggere l’antico Egitto”.

La storia dei geroglifici si snoda attraverso tremila anni e affonda le proprie radici nel mito. La scrittura arrivò agli uomini come dono divino: secondo il mito, infatti, fu il dio Thot, con il corpo di uomo e la testa di Ibis, a idearla e a donarla agli uomini, divenendo patrono della conoscenza e degli scribi. Un mito questo tramandato fino alla cultura greca e riportato anche da Platone nel “Fedro”. E proprio da qui parte la mostra per poi ripercorre l’evoluzione della lingua egizia e dei diversi tipi di scrittura, dalle primissime iscrizioni del 3200 a. C. ai testi letterari intorno al 2700 a. C., una panoramica che racconta molto della società e del pensiero dell’antico Egitto.

Greco: "Viaggio tra razionalità ed empirismo"

Il pensiero egizio oscillava continuamente fra una razionalità astratta ed un empirismo naturale. Forse nulla come il geroglifico dà ragione di questa tensione, che vogliamo far scoprire al visitatore. Come e perché si è sviluppata la scrittura, che ruolo ha avuto nella formazione dello Stato in tutte le sue articolazioni, come ha favorito il discorso religioso e la complessa cosmografia funeraria? Sono alcuni degli interrogativi a cui cerchiamo di dare risposta, con rigore scientifico, e allo stesso tempo cercando di interessare e appassionare visitatori di tutte le età”, ha dichiarato il direttore Greco.

I geroglifici sono sopravvissuti fino al 500 d.C. circa, insieme allo ieratico, la cosiddetta versione corsiva del geroglifico, che fu soppiantata dal demotico, come scrittura della vita quotidiana, nel VII secolo a.C. Non è un caso che questa indagine all’origine della scrittura e delle fonti scritte dell’antico Egitto prenda forma all’Egizio proprio nel 2022: quest’anno ricorre, infatti, il bicentenario della decifrazione dei geroglifici da parte di Jean-François Champollion, evento che diede i natali all'Egittologia.

Visitabile fino al 7 settembre 2023

In occasione dell’apertura della mostra e delle festività dell’Immacolata, dal 8 al 10 dicembre il Museo Egizio osserverà un orario speciale di apertura dalle 9 alle 21. La mostra sarà visitabile fino al 7 settembre 2023.

redazione

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