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Attualità | 25 settembre 2023, 14:00

Tornano gli studenti in tenda. UniTo: "Al lavoro per nuovi posti letto. Intanto abbassiamo le tasse"

I ragazzi di Udu e Cambiare rotta chiedono condizioni di alloggio più accessibili per tutti. Il rettore Stefano Geuna: "Dialogo con enti pubblici per riqualificare luoghi dismessi"

studenti in tenda

Tornano gli studenti in tenda. UniTo: "Al lavoro per nuovi posti letto. Intanto abbassiamo le tasse"

Da questa mattina i giovani sono tornati nelle tende, vicino al Campus Einaudi, per protestare contro i costi della vita per gli studenti in trasferta, a cominciare dagli affitti. Appartengono a sigle come Udu e Cambiare rotta. "Siamo una decina, a turnazione, visto che tra esami e corsi ci sono gia impegni e orari da rispettare - racconta Lorena, 23 anni, di Udu - Dal 25 al 28 rimarremo qui, dormendo anche di notte".

"La situazione non è migliorata"

"La manifestazione è nazionale, ma in particolare in Piemonte la situazione da maggio a oggi non è migliorata - prosegue - Si era istituito un tavolo a livello regionale, e abbiamo partecipato alla prima seduta, il 3 agosto. Ma c'è stata poca partecipazione e nessuna discussione su regolamenti e residenze pubbliche. Siamo ancora in attesa di sviluppi: dovevano fare una riunione con i Comuni. Abbiamo incontrato anche Edisu e il presidente Sciretti, ma non è cambiato nulla".

I dati presentati dagli studenti parlano chiaro: a fronte di un fabbisogno, solo in Piemonte, di 45.662 posti (tra UniTo e Polito), tra stranieri e fuori sede, i posti letto a disposizione nel 2020 erano 1943 e, nella migliore delle ipotesi, nel 2023 potrebbero arrivare intorno a quota 2600. E mentre si attendono effetti dagli investimenti, anche tramite il Pnrr, buona parte dei nuovi posti letto finiscono nel circuito dei privati, dunque con costi meno accessibili. In particolare, il cofinanziamento per gli enti privati si avvicina a quota 37 milioni, mentre per Edisu non si arriva a 8 milioni e mezzo.
Ma quel che incide sono i costi: per una residenza privata si va dai 360 euro ai 620 per una singola (720 se con il bagno privato), mentre per una camera doppia non ce la si cava con m eno di 230 euro (e punte da 520).

Progetti per trovare nuovi posti letti

Il tema del caro affitti a UniTo lo conoscono bene. Come conferma il rettore, Stefano Geuna, insieme al direttore generale, Andrea Silvestri: "Stiamo andando avanti con il progetto che prevede la realizzazione di nuove residenze universitarie, in collaborazione con enti pubblici che mettano a disposizione circa mille posti letto ed edifici disponibili in edifici dismessi non utilizzati e possibili oggetto di riqualificazione. Certo serviranno fondi per realizzare gli interventi". 

Scuole o caserme 

Al momento sarebbero stati individuati 5-6 edifici di medie e grandi dimensioni in Torino e nella zona della città metropolitana. Ma anche il mondo delle caserme può prestarsi. "Attendiamo anche risposte sul Pnrr, anche se è Edisu che si fa carico di edilizia pubblica per atenei". 

Giù le tasse

Intanto UniTo sta spingendo anche su un altro fronte: "Continueremo nel tentativo di abbassare le tasse universitarie, scese ormai sotto i mille euro pro capite di media. Ci lavoreremo anche quest'anno", promette Geuna.

"Ricordiamo, da parte nostra, l'Ordine del Giorno proposto dai Moderati e approvato, lo scorso maggio, da parte del Consiglio Regionale del Piemonte. L'atto chiede alla Giunta di farsi parte attiva con il Governo affinché si identifichino le modalità più idonee per riconoscere ulteriori sgravi fiscali a chi affitta un immobile a studenti universitari fuori sede e con l’ANCI) affinché si valutino ulteriori riduzioni delle imposte comunali e dell’IMU ai privati che decidono di affittare un immobile agli studenti stessi", ha ricordato il capogruppo in Consiglio regionale Silvio Magliano. "Il mio atto chiede inoltre la convocazione di un Tavolo di Lavoro con la partecipazione, a livello nazionale, di tutte le parti interessate".

 

Massimiliano Sciullo

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