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Viabilità e trasporti | 30 novembre 2019, 11:53

Negozianti all'attacco sulla Ztl: "Lo strano caso dello studio scomparso: Torino inquinata da incompetenza e malafede"

Banchieri (Confesercenti): "Come abbiamo sempre pensato, serve solo a fare cassa: ora la sindaca spieghi". Griffa (Coordinamento associazioni di via del centro): "Ma come si muove la Giunta?". Coppa (Ascom): Pronti a pesanti proteste"

Negozianti all'attacco sulla Ztl: "Lo strano caso dello studio scomparso: Torino inquinata da incompetenza e malafede"

Nuovo attacco frontale da parte del mondo del commercio di Torino verso palazzo civico. A farsene portavoce, in questo caso, è Confesercenti, con le parole del suo presidente Giancarlo Banchieri: sul tavolo, manco a dirlo, la questione Zona a traffico limitato. E le parole arrivate sulle pagine dei giornali da parte dell'assessore Unia sull'assenza (per ora) di dati precisi sull'impatto ambientale del provvedimento di restrizione all'accesso delle auto nelle vie più centrali.

"Anche l'ultimo pilastro del già traballante edificio della Ztl targata Appendino è miseramente crollato - dice Banchieri -. L'ammissione dell'assessore Unia che non esiste alcuno studio ambientale sancisce definitivamente ciò che quanti si oppongono al provvedimento hanno sempre sostenuto: non c'è alcuna evidenza di un beneficio ambientale e il provvedimento serve soltanto a fare cassa. Circostanza, quest'ultima, sempre negata dalla stessa sindaca Appendino, salvo la smentita clamorosa rappresentata dall'aver messo a bilancio quasi 4 milioni per il solo 2020".

"Ora - incalza il presidente di Confesercenti - non l'assessore Unia (è inutile aspettarsi spiegazioni da un amministratore che chiede ai cittadini un atto di fede sulla bontà di un provvedimento), ma la sindaca in persona dovrebbe spiegare come si sia potuti arrivare a questo punto. Ma, ancora una volta, c'è da giurare che assisteremo ai ben noti funambulismi verbali. Qualcuno su giornali di questa mattina, a proposito dello studio sempre annunciato e che non arrivava mai, ha scomodato il Godot di Beckett. Ma quello è teatro serio: qui siamo piuttosto in zona Bagaglino. La realtà drammatica è che in questi anni abbiamo assistito a una pantomima indecorosa: uno studio annunciato e mai esistito, a fronte di un altro studio ben noto (quello di 5T) che smentisce gli effetti ambientali della Ztl lunga, e la negazione di ciò che era da subito evidente: quello che viene pomposamente definito 'centro aperto' non è altro che una tassa d'ingresso che rischia di far morire le attività del centro e compromettere il diritto alla mobilità  dei cittadini. Il tutto condito dalle fumisterie dell'assessora Lapietra, la quale negli incontri con le associazioni aveva sempre l'aria della maestrina che spiega le cose ad allievi un po' testoni: è quello che loro chiamano 'dialogo'. La verità è che gli unici inquinatori in questa città sono Appendino e i suoi assessori. E diffondono veleni ben più pericolosi dell'anidride carbonica: l'improvvisazione, il dilettantismo, la malafede".

Ed è severo anche il giudizio di Fulvio Griffa, presidente del coordinamento che raccoglie le associazioni di via del centro: "L’Assessore all’Ambiente Unia ammette che non esiste nessun dato circa il beneficio ambientale derivante dall’introduzione della Tassa d’ingresso in centro città. I dati, se mai ci saranno, verranno raccolti e analizzati strada facendo, a progetto avviato e tassa imposta a tutti i cittadini che vorranno vivere il cuore di Torino. Viene spontanea una domanda: ma come si muove la Giunta?".

E prosegue: "La Giunta presenta per due anni un “non progetto”, rilascia dichiarazioni contrastanti, dichiara più volte che i dati confermano in modo chiaro che si avrà un netto miglioramento ambientale, spende soldi pubblici per uno studio commissionato al consorzio 5T, nel quale però viene dichiarato che non ci saranno miglioramenti in tal senso. Dopodiché afferma che lo studio dell’Arpa dimostrerà che i tanto cercati benefici esisteranno. Oggi si apprende che non esistono  dati che confortino le loro supposizioni, ma che procederanno ugualmente". 

E per la prossima settimana si annunciano nuove forme di protesta, tra i negozianti del centro città. Un concetto condiviso anche da Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Torino e provincia: "Siamo pronti a pesanti proteste - dice -: se ce ne fosse stato bisogno, questa è un'ulteriore conferma di posizioni ideologiche preconcette sulla Ztl che porteranno un grave danno economico per gli operatori del centro". "La nuova Ztl - conclude Coppa - è un progetto strampalato che va ad aggravare il traffico fuori dalla zona del Centro già soggetto a limitazioni".

redazione

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