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Politica | 27 ottobre 2020, 10:25

Dopo i disordini, la conta dei danni: "Comportamenti inqualificabili. Il commercio la vera vittima". "Sciacallaggio sui lavoratori" (VIDEO)

Banchieri (Confesercenti) condanna le violenze di piazza Castello. E la sindaca Appendino assicura: "Conosciamo le difficoltà, affrontiamo il momento con gli aiuti del Governo". Ascom annuncia un flash mob in piazza Carignano. Cirio: "Solidarietà a chi ha manifestato pacificamente, tolleranza zero per i delinquenti che hanno saccheggiato"

Dopo i disordini, la conta dei danni: "Comportamenti inqualificabili. Il commercio la vera vittima". "Sciacallaggio sui lavoratori" (VIDEO)

La conta dei danni è ancora in atto, ma piovono le condanne dopo i fatti di ieri sera, nel centro di Torino, a seguito dei disordini legati a una delle due manifestazioni organizzate contro il nuovo dpcm. In particolare, quella che si è tenuta in piazza Castello e che poi è sfociata in via Roma, con danni, spaccate e furti nei confronti di alcuni negozi.

"Comportamenti inqualificabili che vanno condannati senza esitazioni e che hanno danneggiato e colpito proprio le categorie commerciali". Così Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti, commenta i disordini che si sono verificati nella serata di ieri nel centro di Torino. "La vera vittima - dice Banchieri - è il commercio nel suo complesso e, in particolare, i titolari di quelle attività commerciali (e dei loro dehors) danneggiate dalle violenze, ai quali va la nostra totale solidarietà".

"Il giustificato malcontento degli imprenditori - aggiunge Banchieri - deve trovare sbocco nell'adozione di misure efficaci per aiutarli nella lunga 'traversata nel deserto' che ci aspetta nei prossimi mesi. Governo nazionale e amministrazioni locali devono rispondere subito al grido di dolore delle imprese messe in ginocchio dall'emergenza sanitaria: lo diciamo da tempo e speriamo di essere finalmente ascoltati. Confesercenti ha presentato un pacchetto di proposte (esenzioni fiscali, fondo perduto, prestito a lungo termine garantito dallo Stato, interventi sugli affitti) che chiediamo siano attuate immediatamente".

E da Ascom Torino, la presidente Maria Luisa Coppa aggiunge: "Non chiamiamola protesta, quella che è andata in scena ieri sera è una somma di azioni criminali e violente che nulla hanno a che fare, con le istanze legittime delle nostre categorie. A tutti i commercianti che stamane si sono svegliati fra cocci di vetro e vetrine infrante non possiamo che esprimere la nostra totale solidarietà. Ciò che è accaduto però non deve oscurare le rivendicazioni di imprese ingiustamente sacrificate dalle ultime misure anti Covid e di imprenditori in ginocchio". 

"Per questi motivi domani, mercoledì 28 ottobre 2020 alle ore 11.30, saremo in piazza Carignano con l’iniziativa di Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) #siamoaterra. Torino e tutte le principali città italiane saranno unite per lanciare un grido di allarme: a fine anno rischiano di sparire per sempre 15mila imprese, 50 mila posti di lavoro solo nel terziario di Torino e provincia".

E sui fatti di ieri sera si è espressa anche la sindaca, Chiara Appendino, che tramite un post su Facebook ha voluto ribadire "Piena solidarietà e riconoscenza alle Forze dell’Ordine che ieri sera hanno fatto fronte alle azioni criminali dei violenti che hanno inquinato la manifestazione pacifica di commercianti, imprenditori e lavoratori. Violenti che erano organizzati per distruggere, non per protestare. La Questura ha già individuato alcuni responsabili e andrà a fondo". "Si è trattato di azioni che non solo non appartengono in alcun modo alle ragioni della protesta ma che, anzi, proprio su quella protesta hanno sciacallato. Sulle spalle di lavoratori, commercianti e imprenditori che ieri sera hanno manifestato civilmente il loro legittimo dissenso".

"Come Sindaca - ha aggiunto - è innanzitutto a quanti, con la protesta civile, hanno avanzato proteste e preoccupazioni legate alle restrizioni per il contenimento e il contrasto alla pandemia che voglio rivolgermi. È a loro che va la nostra più assoluta attenzione. È dura. Lo sappiamo. Per alcune persone, tuttavia, lo è di più. Inutile girarci attorno. A loro e a quanti, pur vivendo gli stessi sentimenti, non erano in piazza. Nessun gesto criminale potrà oscurare quello che prova questa comunità.

"Sappiamo cosa significa per un ristoratore dover chiudere, di nuovo, magari proprio quando stava iniziando a tirare su la testa dopo il periodo maledetto della prima ondata. Sappiamo cosa vuol dire per un teatro o un cinema dover di nuovo annullare la programmazione. E sappiamo quanto cultura e istruzione siano il principale faro per ogni futura generazione che voglia essere migliore di quella precedente. Sappiamo cosa vuol dire per una palestra, per le associazioni dilettantistiche, per il mondo dello sport in generale subire una nuova battuta di arresto. Con il rischio di essere percepiti come "meno importanti" rispetto ad altre attività quando non è così. Non lo è per chi dello sport fa la chiave di volta della propria salute e del proprio stile di vita. Non lo è per chi nello sport lavora e ci mette passione, sudore e sangue. Sappiamo cosa vuol dire, per il settore del commercio, dover marginare sul singolo euro sperando almeno di coprire le spese. Se va bene".

E conclude: "Le categorie che ieri erano in piazza a protestare avevano e hanno tutto il diritto di far sentire la loro voce. Hanno il diritto di urlare la loro rabbia. E noi, Istituzioni, abbiamo il dovere di ascoltarle. Ma nessuno ha il diritto di abbassare la guardia. Fa male imporre restrizioni. Non sapete quanto. Fa male perché guardiamo negli occhi i cittadini a cui chiediamo sacrifici. Fa male perché sappiamo che l'onda d'urto di queste decisioni impatta su un'amministrazione come su un’impresa, sui loro servizi e sui loro bilanci per molti mesi a venire, spesso anni. Ora affrontiamo anche questo momento e potremo farlo con aiuti concreti da parte del Governo. A cui, ancora una volta, la Città di Torino dà la sua massima disponibilità. Con l’impegno di aggiornarvi ed essere presente in ogni momento".

"Ieri sera a Torino c'erano due piazze: una fatta di gente perbene, di lavoratori e imprenditori, che urlavano la loro legittima rabbia", ha commentato il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. "Facciamo nostra la loro preoccupazione, invitando il Governo a vaiutare delle correzioni all'interno dell'ultimo Dpcm: non bisogna uccidere alcune categorie economiche. Poi c'era un'altra piazza, con alcune decine di delinquenti, non manifestanti, che hanno rotto, distrutto, spaccato, rubato: per queste persone non ci vuole alcuna comprensione, ma solo il rigore assoluto e punizioni esemplari. La violenza e il saccheggio sono inaccettabili. Per fortuna queste persone sono solo una minoranza".

Massimiliano Sciullo

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