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Viabilità e trasporti | 03 aprile 2021, 08:50

Protocollo anti-smog e trasporti, “semaforo” attivo per Torino e 39 comuni della provincia

Le nuove regole estendono le limitazioni temporanee anche ai comuni con più di 10mila abitanti inseriti nella fascia “pianura”. Tra questi spiccano Carmagnola, Chivasso e Ciriè

Le nuove regole estendono le limitazioni temporanee anche ai comuni con più di 10mila abitanti: spiccano Carmagnola, Chivasso e Ciriè

Le nuove regole estendono le limitazioni temporanee anche ai comuni con più di 10mila abitanti: spiccano Carmagnola, Chivasso e Ciriè

La Regione Piemonte ha rinforzato il suo “semaforo” anti-smog.

Una delle novità più importanti riguarda il settore trasporti: oltre a Torino e ai 32 comuni inseriti nell'area “agglomerato”, infatti, il nuovo protocollo prevede l'estensione dell'applicazione del sistema graduale di limitazioni preventive e temporanee (basato su un algoritmo in grado di prevedere i livelli di concentrazione media giornaliera di pm10, ndr) anche ai comuni con più di 10mila abitanti inseriti nell'area “pianura”, portando il numero totale a 39 in tutta la provincia; tra questi ultimi spiccano Carmagnola, Chivasso e Ciriè. Per i settori riscaldamento e agricoltura, invece, non è prevista la soglia minima di popolazione e le limitazioni restano generalizzate.

I benefici previsti sulla qualità dell'aria

Secondo le proiezioni illustrate da ARPA Piemonte, l'aggiornamento comprensivo di impianti di riscaldamento e agricoltura porterà degli effetti benefici alla qualità dell'aria, tra cui una riduzione dei livelli di emissioni di ammoniaca (5% nell'agglomerato e 5% in pianura), ossidi di azoto (6% e 4%), pm10 (6% e 14%) e pm2.5 (7% e 19%). Questi valori sono destinati a crescere su tutte le voci in uno step successivo: ammoniaca (23% e 24%), ossidi di azoto (11% e 5%), pm10 (7% e 14%) e pm2.5 (9% e 19%).

Controlli sugli impianti termici

Da ARPA, infine, hanno fatto sapere di aver incrementato notevolmente il numero di controlli sugli impianti termici in tutto il Piemonte (45% realizzati nella Città Metropolitana di Torino), passando dai 144 del 2019 (pari a 5mila 500 unità abitative) ai 233 del 2020 (11mila unità abitative). Tra questi, circa il 20% ha ricevuto delle sanzioni, nell'80% dei casi a causa degli sforamenti di concentrazione di ossidi di azoto; per il 2021, la stessa organizzazione ha assicurato un ulteriore incremento dei controlli grazie a una riorganizzazione interna.

Marco Berton

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