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Scuola e formazione | 16 novembre 2021, 20:10

Dopo il tornado-Covid, il Poli si offre di "formare" la politica. "Attenzione all'effetto zucchero filato"

Domani l'inaugurazione del nuovo anno accademico. Saracco: "Col Pnrr arriveranno tante risorse: pronti a dare competenze a chi deve decidere. Bisogna saper costruire e non adagiarsi, sennò rimane poco"

tedesco e saracco

Il Politecnico si appresta ad inaugurare il nuovo anno accademico

"C'è un'esigenza formativa che non riguarda più solo i nostri studenti, o i lavoratori in formazione continua. Ci sono competenze ed elementi che devono essere a conoscenza di tutti, di coloro che devono prendere decisioni. Vogliamo dare un contributo alla politica, mettendoci a disposizione". Il rettore Guido Saracco lancia il suo appello a poche ore dalla cerimonia per l'inaugurazione del nuovo anno accademico del Politecnico.

SCUOLE DI POLITICA E AIUTO A CHI GIÀ DECIDE

La pandemia non ha bussato, non si è fatta annunciare. È entrata (anche) nel mondo accademico - in senso fisico e non solo - e lo ha sconvolto. Ora non se n'è ancora andata, ma i cambiamenti sono già evidenti. E bisogna saperli affrontare, in qualche modo assecondarli, comunque non subirli in maniera passiva. Con questo orizzonte l'ateneo di corso Duca degli Abruzzi si prepara al futuro immediato. Osservando il mondo che è cambiato (anche dal punto di vista climatico) e cambiando al suo interno.

"Potremmo pensare a collaborare con scuole di politica già attive, cui potremmo offrire competenze ed elementi tecnologici. Oppure pensare a format per chi già ha responsabilità di politica. Dagli assessori e amministratori locali, a salire".

"NUOVI PERCORSI, È A RISCHIO L'UMANITA' STESSA"

E se le idee non mancano, quello che rischia di scarseggiare è il tempo. "Servono nuovi percorsi e nuovi sistemi di valore - aggiunge il rettore - e non parliamo di pandemia, ma di fame e cambiamenti climatici, con un aumento spropositato di migranti climatici. Sarà come una terza guerra mondiale. E non è la Terra a essere a rischio, ma noi come umanità. La Terra, come sempre ha fatto, troverà un modo per andare avanti".

"Mettiamo le competenze a disposizione dei politici che, al di là del risultato elettorale, vogliono guardare un po' oltre. Anche se il recente esito di Cop26 ha visto Paesi come Cina e India non presentarsi al tavolo o spostando i traguardi. E non dimentichiamo l'Africa. C'erano miliardi di persone non rappresentate o che non volevano esserlo".

LO SCENARIO DI TORINO (E IL RISCHIO ZUCCHERO FILATO)

"Torino però ha saputo fare sistema - prosegue Saracco nella sua analisi - sia come Comune che come Regione. E la stessa Europa ha saputo guardare alle debolezze della sua struttura, dando origine al PNRR".

E in un'ottica di cabina di regia con il Comune, "ho stima e conosco già alcuni degli esponenti della giunta e sul territorio le Università già ora sono propositive, come confermano Città della salute, quella della manifattura o quella di Grugliasco". Ma attenzione: "Arriveranno molte risorse, però bisogna fare attenzione all'effetto dello zucchero filato, che attira e soddisfa, in un primo momento, ma che alla fine lascia poco. Invece bisogna essere bravi a costruire, a pianificare, a gettare basi per il futuro".

IL CAMBIO ALL'INTERNO DEL POLI

Se si parla di effetti della pandemia, tuttavia, qualcosa si rileva anche dentro il Politecnico. "Gli ultimi mesi, inevitabilmente, hanno modificato radicalmente il modo di essere e di vivere il Politecnico - spiega Saracco - Rendendole virtuali e agili, ma senza riuscire a sopperire (del tutto) allo spirito di gruppo e collaborazione che solo il contatto umano e personale permette di realizzare".

"Rendere la nostra macchina più efficiente, aumentano il senso di appartenenza di chi lavora in ateneo, semplificando ed eliminando burocrazia. Semplificare e comunicare per ricreare questo tipo di tessuto sarà il nostro obiettivo - sintetizza Saracco - Motivo per cui abbiamo scelto Vincenzo Tedesco come nuovo direttore generale, entrato in carica dallo scorso mese di ottobre. L'humus è buono, siamo motivati e pimpanti con il ritorno pressoché totale in presenza".

APPARTENENZA E SENSO DI SQUADRA

"Per sostenere tutto questo cambiamento è necessario dotarsi di una struttura snella e cambiare un po' il metodo di lavoro - racconta proprio Tedesco - e credo siano le persone quelle che fanno l'ateneo. Senza parlare e investire su di loro non possiamo pensare di fare crescere l'ateneo stesso. Vogliamo creare una squadra, con appartenenza e responsabilizzazione, superando ogni conflitto".

Massimiliano Sciullo

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