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Cronaca | 15 gennaio 2022, 12:53

Bimba precipitata dal balcone, il patrigno è sconvolto. Il suo avvocato: "Non si dà pace"

L'uomo, fermato ieri per omicidio, si trova ora nel carcere di Torino. "Non sono stato attento", ha detto. Ancora da chiarire la dinamica degli eventi che sono costati la vita a Fatima, 3 anni, figlia della compagna dell'uomo. Fiori davanti al portone del palazzo

Bimba precipitata dal balcone, il patrigno è sconvolto. Il suo avvocato: "Non si dà pace"

"Non si dà pace" Azhar Mohssine, il marocchino di 32 anni fermato per la morte della piccola Fatima, la bimba di tre anni precipitata la notte di giovedì dal quarto piano di un palazzo di via Milano, nel centro di Torino, e morta ieri mattina in ospedale al Regina Margherita in conseguenza delle gravi ferite riportate. A riferirlo all'Ansa è stato il suo legale, Alessandro Sena, che ha incontrato il suo assistito questa mattina nel carcere delle Vallette.

"Adesso che è da solo sta metabolizzando la tragedia - sostiene il legale - ed è sconvolto. Non dimentichiamoci che ha saputo della morte della bimba, a cui voleva bene come a una figlia, pochi minuti prima di essere interrogato in procura".

L'uomo è accusato di omicidio volontario con dolo eventuale, ma la procura non ha ancora formulato l'imputazione per l'udienza di convalida del fermo, che dovrebbe tenersi lunedì.

Intanto, davanti alla casa dove è avvenuta la tragedia, continua il viavai di persone che arrivano per curiosità o per portare un fiore o dire una preghiera in ricordo di Fatima. "Abbiamo sentito e letto quanto accaduto e siamo rimasti molto colpiti", dice sempre all'Ansa una coppia di ambulanti arrivati dal vicino mercato di Porta Palazzo. "Siamo qui per portare un nostro omaggio floreale".

La mamma di Fatima non risponde al citofono: "Da quella maledetta sera non l'abbiamo più vista, deve essere andata da qualche parente o forse da amici", racconta un vicino della donna, che ha un altro figlio più grande. I condomini chiedono poi di essere lasciati in pace: "E' una brutta storia - dicono - ma noi non c'entriamo nulla".

 

Daniele Angi

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