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Attualità | 23 novembre 2022, 07:00

Cyberbullismo, Torino calza il visore e con il Metaverso prova ad aiutare le vittime

Dalla Casa delle tecnologie emergenti il Csi presenta l'iniziativa che vede coinvolte Regione e Ordine degli psicologi. Da gennaio la sperimentazione, si parte a luglio

cyberbullismo e foto conferenza metaverso

Cyberbullismo, Torino calza il visore e con il Metaverso prova ad aiutare le vittime

Anche Torino prova a tuffarsi nel Metaverso. E lo fa (anche) attraverso le competenze e gli spazi del Csi (diretto da Pietro Pacini) e della Casa delle tecnologie emergenti. Uno spazio virtuale, dove il mondo reale trova un suo "gemello" digitale. E che tra le sue applicazioni prova a porre rimedio all'emergenza cyberbullismo. 

Mondo virtuale e realtà aumentata

Da mondi virtuali a realtà aumentata e molto altro ancora: il dibattito è aperto e le potenzialità pressoché infinite. La base è un ambiente simulato in cui si può interagire attraverso un proprio avatar, come in alcuni film di fantascienza di qualche anno fa. Anche se intervengono anche dimensioni più complesse come quelle legali, a completare un quadro piuttosto difficile da realizzare in maniera definita.

Combattere il cyberbullismo

E una delle applicazioni più concrete riguarda proprio il nuovo progetto studiato dalla Regione insieme all'ordine degli psicologi per combattere il cyberbullismo. Si stima che almeno il 22% dei bambini possa in qualche modo sperimentare una forma di questa minaccia. "Interagire attraverso un avatar può garantire una forma di anonimato che aiuti a esporre le proprie esperienze e difficoltà", dicono gli esperti del Csi.

Marnati: "Il dovere di stare al passo con i tempi"

"Il metaverso ha tecnologie e velocità tali che possono rendere le competenze obsolete in brevissimo tempo - dice l'assessore regionale all'innovazione, Matteo Marnati - E anche se il dibattito è ancora aperto tra entusiasmo e pessimisti, abbiamo il dovere di essere al passo. Le tecnologie forse non sono all'avanguardia come vorremmo, ma sono sempre di più le aziende che propongono soluzioni. Tra le applicazioni, quella sociale è una delle più immediate e il progetto contro il bullismo dovrebbe partire gia a gennaio".

"È una tematica che è sempre un'emergenza e che troppo spesso rimane sottotraccia - aggiunge Marnati - e l'uso del metaverso può semplificare le cose".

Da gennaio al via la sperimentazione

Da gennaio a giugno partirà la sperimentazione e la diffusione del servizio, che a luglio potrà partire. Si parlerà con le scuole, visto che la fascia d'età è concentrata soprattutto tra gli 11 e i 17 anni, con un tasso crescente soprattutto nei primi anni. "È una sfida rispetto alle difficoltà che subisce un ragazzo anche solo a segnalare episodi di bullismo - aggiunge Giancarlo Marengo, presidente dell'Ordine degli psicologi - Uno strumento che garantisce anonimato va a colmare una lacuna che non trova risposta nel servizio pubblico. In questo spazio virtuale potranno esserci due stanze, una individuale e una di gruppo se la situazione può essere elaborata".

Sarà necessaria l'autorizzazione dei genitori, ma poi i ragazzi potranno muoversi in autonomia, anche senza la necessità di un visore. Potrebb3 bastare un normale PC e un browser per la navigazione in rete.

"Noi mettiamo spazio e infrastrutture per sostenere tecnologie emergenti - conclude Pacini - e il metaverso è una delle direzioni in cui abbiamo avuto impulso anche dalla Regione. L'applicazione contro il cyberbullismo può essere una nuova possibilità di sperimentazione insieme alla pubblica amministrazione".

Massimiliano Sciullo

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