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Cronaca | 13 giugno 2024, 10:58

Pro Palestina, studenti incatenati al Poli, spinte in rettorato: "Vogliamo risposte". Si unisce anche un prof: "Senza studenti, che figura di m."

Dopo un mese di occupazione i pro Pal chiedono di parlare col rettore che blinda l'ingresso. Una ragazza cade spinta a terra. Un docente si è unito ai manifestanti: "Bisogna vergognarsi: prendete posizione"

ragazzi protestano davanti al Politecnico

Alcuni studenti pro Palestina si sono incatenati davanti all'ingresso del Politecnico

Dopo un mese di occupazione del Politecnico, gli studenti vogliono risposte. In 9 si sono incatenati, dalle prime ore del mattino, al cancello di corso Duca degli Abruzzi impedendo l'ingresso, che resta comunque possibile dalle porte laterali e da corso Castelfidardo. Alcuni studenti hanno cercato di raggiungere il Rettore Stefano Corgnati camminando verso l'ingresso, ma sono stati respinti dalla sicurezza, anche con spintoni, e una ragazza è caduta. Nessun danno grave, a parte qualche grosso livido.

Intanto, con il passare delle ore, anche un docente di è unito alla protesta del ragazzi, incatenandosi vicino a loro. Si tratta di Massimo Zucchetti, professore ordinario del Poli, ingegnere energetico. "Lo faccio per solidarietà con gli studenti. Non è un'azione violenta, ma decisa. Non diamo fastidio a nessuno, se non con le nostre parole". E al microfono ha aggiunto: "Bisogna prendere una posizione. Senza studenti, il Politecnico faceva una figura di merda".

La differenza tra Poli e Palazzo Nuovo

Al Politecnico l'occupazione è stata finora meno problematica rispetto a quella dell'Università. Al Poli le lezioni proseguono mentre Palazzo Nuovo è chiuso, in mano agli studenti che chiedono il boicottaggio accademico per riaprirlo alle lezioni. Ma forse proprio per questo lì sono stati raggiunti alcuni obiettivi: oggi pomeriggio è stata indetta una seduta speciale del Senato Accademico dove docenti e rappresentanti discuteranno delle proposte degli studenti, raccolte martedì in un'assemblea aperta.

Al Poli invece l'occupazione convive con la normalità, ma latita il confronto che invece è iniziato a Unito, dove alcuni Consigli di Dipartimento hanno approvato mozioni degli studenti. Come Culture Politiche e Società, che ha votato sì al boicottaggio accademico.

"Vogliamo risposte dal rettore"

"Abbiamo bloccato questo ingresso fino a che non avremo risposta dal Rettore - dichiara una delle studentesse incatenate -. Vogliamo che qualcuno venga a parlarci. Il genocidio sta andando avanti a Rafah e Nuseirat, dove per prendere 4 ostaggi sono stati uccisi 200 palestinesi. Rispetto all'Università qui è stato più difficile, speriamo che la loro battaglia abbia ripercussioni anche qui. Abbiamo un dialogo con persone che sono in Senato, qualcosa si sta muovendo ma ancora troppo poco, continuano a rimandare. Il 19 ci sarà un Senato Accademico ordinario ma senza un dibattito su questi temi".

Agli ingressi i ragazzi hanno sistemato dei check point con del (finto) filo spinato, per ricordare quello che deve affrontare ogni giorno la popolazione palestinese in Israele, sottoposta a continui controlli e restrizioni della libertà.

Francesco Capuano

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