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Politica | 21 giugno 2024, 16:34

Conflittualità e famiglia: FdI interpella il sindaco su divorzi e separazioni di genitori a Torino

Il documento è stato approvato nel corso del consiglio circoscrizionale della Cinque siglato dai consiglieri Ballatore, Redavid, Francavilla e Ventra: “Quanti figli sono seguiti da servizi sociali? Con quali modalità?"

Foto di Benjamin Manley su Unsplash

Foto di Benjamin Manley su Unsplash

Approvata ieri, giovedì 20 giugno, durante il consiglio della quinta circoscrizione di Torino, l’interpellanza presentata dai quattro consiglieri di Fratelli d’Italia, Alfredo Ballatore, Cinzia Redavid, Bruno Francavilla e Carmela Ventra, che intende chiedere al sindaco e agli assessori di Palazzo Civico quale sia lo stato dell’arte rispetto a divorzi e separazioni in Città. 

Che portata ha il fenomeno?

In particolare la richiesta del gruppo consigliare circoscrizionale riguarda una valutazione dell’evoluzione del fenomeno nel corso degli anni oltre a voler capire quelle che sono le modalità di affidamento determinate dal Tribunale di Torino. In particolare tempi di frequentazione e modalità diretta o indiretta di mantenimento dei figli tra le coppie di genitori separati seguite dai servizi sociali dell’ente.

Quanti figli seguiti da assistenti sociali?

L’interpellanza chiede anche un’analisi quantitativa sia a livello cittadino che circoscrizionale: “Quanti sono i figli e le coppie di genitori separati seguiti da ai servizi sociali dell’ente? Per quali cause? Con quali modalità e durata? Con quali risultati? Quali iniziative sono assunte per promuovere la collaborazione tra genitori separati nella cura ed accudimento dei figli? Quali per prevenire le conseguenze di situazioni di prolungato contrasto tra i due genitori?”.

C'entrano gli aspetti economici?

Una considerazione, insomma, sulla conflittualità all’interno dei nuclei famigliari che intende individuare anche se questi sono determinati da aspetti economici, se sono previsti aiuti per chi si trova senza denaro o in emergenza abitativa e per richiedere una valutazione sulla stabilizzazione del rapporto di lavoro degli assistenti sociali che potrebbe maggiormente incidere sulla qualità di intervento. 

La richiesta di un tavolo di confronto

Il documento infine richiede l’apertura di un "tavolo di confronto tra gli operatori del settore e le associazioni di genitori separati per individuare soluzioni coerenti con la finalità di prevenzione delle problematiche inerenti al fenomeno, la tutela della relazione familiare e la promozione della cultura della collaborazione e del rispetto reciproco tra genitori separati ed il superamento delle stereotipie di genere.”

Nel territorio torinese - si legge nel documento redatto da Ballatore, Redavid, Francavilla e Ventra - sono nate diverse realtà dando vita a progetti di ospitalità per genitori separati quali “Ancora Papà” o “La Casa di Nonno Mario” grazie all’encomiabile lavoro della Caritas diocesana, o di associazioni come “Società per Amore”. Attesi i tassi di separazione e divorzio, si vuole evitare il rischio di una cronicizzazione dei fattori di rischio per la salute dei minori oltre che di povertà e disagio sociale per quanti sono coinvolti in situazioni di crisi familiare, non ci si può più solo accontentare di demandare al giudice la soluzione di aspetti pur importanti, come può essere la punizione di eventuali reati o il risarcimento di eventuali danni o la regolazione delle questioni patrimoniali, ma occorre agire in modo proattivo per favorire quanto più possibile un’equa composizione della crisi cui protagonisti devono continuare ad essere i genitori ed i figli secondo le loro capacità di discernimento."

"Promuovere accordi equi - spiegano - che favoriscano la stabilità delle relazioni familiari, incentivare la collaborazione tra i due genitori, superare stereotipie e disuguaglianze di genere è dunque un interesse tanto delle coppie che si separano quanto dell’intera collettività".

Daniele Caponnetto

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